SCIENZE – NOTIZIE

Albert Einstein: tra razza e cittadinanza.

Allo sbarco negli Stati Uniti, Einstein, come tutti gli emigrati, ricevette un modulo da compilare.

Fra le molte domande cui bisognava rispondere ce n’era una così formulata: «Razza di appartenenza?».

E lui scrisse: «Umana».

 

 

GIUGNO 2017

” … quello che vediamo rappresenta solo il 5% dell’universo, l’altro 95% è fatto da forme di materia e di energia che non conosciamo … “

http://it.euronews.com/2017/05/30/fabiola-gianotti-alla-scoperta-dell-universo-con-l-acceleratore-lhc

*****

OTTOBRE 2017

Cosa sono le ‘onde gravitazionali’?

Eccole spiegate in un filmato di due minuti e ventiquattro secondi.

*****

OTTOBRE 2017

” Ascoltare l’universo e vederne finalmente i colori. Le onde gravitazionali, combinate con un coro di 70 telescopi spaziali e sulla Terra hanno visto gli ultimi minuti di vita di due stelle di neutroni, anticamera dei buchi neri, hanno ascoltato la loro eco mentre collidevano e visto la luce liberata dall’esplosione, mentre la materia liberata tutto intorno dava origine agli elementi più pesanti, come oro e platino. “

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/10/16/onde-gravitazionali-70-telescopi-spaziali-e-sulla-terra-per-gli-ultimi-attimi-di-vita-di-due-stelle-e-la-miniera-di-oro-e-platino/3917797/

*****

OTTOBRE 2017

” Un buco nero svela il destino della nostra Via Lattea: collisione con Andromeda. “

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/10/31/un-buco-nero-svela-il-destino-della-nostra-via-lattea-collisione-con-andromeda/3947447/

*****

DICEMBRE 2017

“Buchi neri. Ecco quello più lontano mai osservato: ha una massa 800 milioni di volte quella del sole.”

https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/12/06/buchi-neri-ecco-quello-piu-lontano-mai-osservato-ha-una-massa-800-milioni-di-volte-quella-del-sole/4023137/

*****

NOVEMBRE 2017

Esiste il tempo? 

*****

OTTOBRE 2017

 ” Una sorta di Saturno in miniatura. È nascosto ai confini del Sistema Solare il pianeta nano chiamato Haumea che oltre ad avere due lune ha un anello di polveri. La scoperta, resa possibile da una grande collaborazione internazionale, indica che i pianeti circondati da anelli potrebbero essere molto più comuni del previsto. “

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/10/11/ai-confini-del-sistema-solare-un-saturno-in-miniatura-haumea-ha-un-anello-di-polveri-e-due-lune/3908070/

*****

NOVEMBRE 2017

Il mistero del lago Vostok, un bacino d’acqua sepolto da milioni di anni.

Un team russo scoprì nel 2012 un ambiente isolato e autonomo rispetto alla Terra.

L’affascinante scoperta pone ancora oggi molti interessantissimi interrogativi da spiegare.

“Quali forme di vita contiene il lago, che tipo di ambiente è? E comunque la si metta, si tratta di forme di vita da noi oggi considerabili completamente aliene, al mondo di oggi e al nostro ambiente.

Tanto che la scienza considera Vostok come un campo di allenamento per comprendere Europa, satellite di Giove dalla composizione ambientale molto simile a questo tesoro chiuso nello scrigno dell’Antartide.”

… E, pensate, ci potrebbe essere un UFO seppellito dai ghiacci.

http://www.ilnavigatorecurioso.it/2016/12/19/polo-sud-i-misteri-del-lago-vostok-ancora-da-svelare/

*****

NOVEMBRE 2017

 ” Sono passati esattamente 106 anni da quando il fenomeno delle “cascate di sangue” fu osservato per la prima volta dal geologo Griffith Taylor. La scoperta era avvenuta presso il lago ghiacciato Bonney, in Antartide. Ma ora il mistero è stato risolto grazie allo studio di un équipe di scienziati della University of Alaska Fairbanks e del Colorado College. “

http://www.notizie.it/cascate-sangue-antartide/

*****

OTTOBRE 2017

” … si avvicina rapidamente alla Terra un ‘intruso’ destinato a far parlare molto di sé: è l’asteroide 2012 TC4, un piccolo ‘sasso’ spaziale dal diametro compreso fra 15 e 30 metri, che il 12 ottobre 2017 sfiorerà letteralmente il nostro pianeta … “

http://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/spazio_astronomia/2017/08/11/asteroide-in-arrivo-in-ottobre-a-un-passo-dalla-terra_c3ad3780-05d6-4401-96c5-81cc01931e1c.html

*****

NOVEMBRE 2017

” Un anno fa la notizia che lì vicino alla stella più vicina noi c’era un’altra Terra, un pianeta potenzialmente abitabile. Invece Proxima Centauri potrebbe nascondere una clamorosa sorpresa: intorno a lei potrebbe orbitare non solo il pianeta Proxima b, ma addirittura un intero sistema di pianeti passato finora inosservato. “

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/11/04/un-intero-sistema-di-pianeti-intorno-alla-stella-piu-vicina-noi-proxima-centauri/3956506/

*****

NOVEMBRE 2017

” IL BUCO dell’ozono non è mai stato così piccolo. Lo sostiene una ricerca Nasa dando la ‘buona notizia’ dovuta principalmente a due cause: l’aumento delle temperature da una parte – purtroppo causato dal global warming – e l’impatto positivo dello stop alle emissioni dei gas serra che, per quanto ancora alte, hanno contribuito alla riduzione del 17% rispetto al 2016. “

http://larep.it/2AkK1UM

*****

NOVEMBRE 2017

” Certamente arriva da un’altra stella, da un angolo lontano della Via Lattea, questo misterioso intruso che sta visitando il Sistema solare …

L’oggetto celeste sembra provenire dalla costellazione della Lira e sarebbe arrivato dopo aver attraversato lo spazio interstellare alla velocità di 25 chilometri al secondo. A rendere l’intruso interessante è il fatto di essere il primo corpo celeste che arriva dallo spazio interstellare … “

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/11/05/un-visitatore-interstellare-nel-sistema-solare-ecco-a-2017-u1-misterioso-intruso-che-affascina-gli-scienziati/3958483/

*****

NOVEMBRE 2017

FONTE: http://it.euronews.com/

Un nuovo video pubblicato dalla NASA mostra come la Terra sia cambiata negli ultimi 20 anni.

La clip mostra come la copertura nevosa è cambiata di anno in anno, avanzando e retrocedendo secondo le stagioni. Mostra anche cambiamenti nella vegetazione.

“Queste sono visualizzazioni incredibilmente evocative del nostro pianeta vivente”, ha dichiarato Gene Carl Feldman, oceanografo del Goddard Space Flight Center della NASA a Greenbelt, nel Maryland. “Quella è la Terra, cioè, che respira ogni singolo giorno, cambiando con le stagioni, rispondendo al Sole, ai venti che cambiano, alle correnti oceaniche e alle temperature”.

Le immagini sono state pubblicate per celebrare i 20 anni in cui i satelliti della NASA hanno continuamente osservato le proprietà fisiche del nostro pianeta. Questa raccolta ininterrotta di dati da più satelliti aiuta gli scienziati ad affrontare importanti domande su come gli ecosistemi reagiscono all’attività umana.

“Con l’espansione dell’archivio satellitare, si vedono sempre più dinamiche emergenti”, ha dichiarato Jeffrey Masek, capo del Biospheric Sciences Laboratory della NASA Goddard. “Ora siamo in grado di guardare le tendenze a lungo termine.”

“La visione della vita basata sullo spazio consente agli scienziati di monitorare la salute delle colture, delle foreste e della pesca in tutto il mondo. Ma gli scienziati dell’agenzia spaziale hanno anche scoperto cambiamenti a lungo termine tra continenti e bacini oceanici “, si legge nella dichiarazione ufficiale.

Le immagini satellitari mostrano che l’Artico si sta facendo sempre più verde, poiché gli arbusti espandono la loro gamma e prosperano a temperature più calde. L’aumento delle temperature superficiali del mare ha modificato la crescita del fitoplancton, un organismo che aiuta nella rimozione dell’anidride carbonica.

http://www.euronews.com/2017/11/17/watch-what-has-earth-looked-like-for-the-past-20-years?utm_campaign=Echobox&utm_medium=Social&utm_source=Facebook#

 

 

Annunci
Pubblicato in SCIENZE, SCUOLA, VARIE | Lascia un commento

ELEZIONI POLITICHE 2018 – CONTROINFORMAZIONE, NUMERO ZERO – L’INFORMAZIONE, LA LEADERSHIP, LA QUESTIONE MORALE

Libertà di stampa e libera informazione

C’è stato davvero il pericolo che libertà di stampa e libertà di informazione fossero compromesse, in Italia, nel corso della fase storica che ci apprestiamo a mettere tra parentesi?

Sappiamo che c’è chi ha lamentato la strumentalità della polemica che ha accompagnato, in merito, il periodo che passerà alla storia come Ventennio della Seconda Repubblica.

La risposta all’interrogativo deve essere serenamente fornito esaminando i dati che l’osservatore ha a disposizione.

I casi degli attacchi a Enzo Biagi, a Michele Santoro e adesso a Giannini, i tentativi – che si rinnovano nel tempo, come vediamo in questi giorni – di mettere il bavaglio alla stampa a proposito della pubblicazione del contenuto delle intercettazioni sono sin troppo noti e ciascun cittadino può facilmente riflettere ed argomentare al riguardo.

Ma si può affermare, per esempio, che la stampa ostile a Berlusconi abbia avuto difficoltà ad esporre le proprie posizioni critiche? Direi proprio di no!

 

Non mi pare che libertà di stampa e libertà di informazione siano state davvero in pericolo in questi anni: che cosa e chi avrebbe potuto impedire ai partiti di opposizione di stampare pagine e pagine di notizie concernenti i processi in capo a Berlusconi e distribuirle nelle piazze per contrastare l’opera disinformativa e diseducativa di certa stampa e di certe televisioni?

Niente e nessuno!

Né si potrebbe sostenere che la legittima difesa della propria reputazione possa essere scambiata per attacco alla libertà di stampa, anche perché in Italia il giornalista oggetto della legittima difesa può sempre far valere trasparenza e correttezza del proprio operato di fronte alla magistratura.

Prendiamo le vicende che accompagnano spesso il giornalismo d’inchiesta.

Milena Gabanelli e Bernardo Iovene, per esempio, erano stati denunciati per diffamazione in relazione ad un servizio andato in onda su Report il 10 marzo del 2002 sulle sofisticazioni alimentari.

La Quinta Sezione Penale della Cassazione assolse i due giornalisti dalla contestata diffamazione sostenendo che la denuncia in «forma dubitativa» di «situazioni oscure» non è diffamazione, ma deve essere considerata diritto di critica del giornalista d’inchiesta: il diritto di critica non deve essere soggetto a «censura a priori» quando chi indaga ritiene di agire nella convinzione che quel sospetto sia fondato.

Certo, nella fattispecie i Giudizi della Cassazione evidenziarono che, a tutela del diffamato,“la questione circa l’ampiezza del dovere di controllo sulla verità della notizia”, nel denunciare ‘situazioni oscure’, trova un limite nel “caso in cui il sospetto sia obiettivamente del tutto assurdo” e che deve sussistere, inoltre, “anche il requisito dell’interesse pubblico all’oggetto dell’indagine giornalistica”.

Ciononostante, gli stessi Giudici spiegarono che “pretendere la censura a priori del giornalismo esplicato mediante la denuncia di sospetti di illeciti, significherebbe degradare fino ad annullarlo il concetto stesso di sospetto e di giornalismo di inchiesta”.

 

Stampa libera e informazione libera

Sicché: si può affermare che, nel complesso, non è esistita, in Italia, un problema di libertà di stampa e di libertà di informazione.

C’è sicuramente, al contrario, la questione di avviare la realizzazione delle condizioni di una stampa più libera e di una informazione più libera: anche nell’era renziana.

Il nodo problematico mi pare essere ancora una volta il “conflitto di interesse”: se è legittimo che un organo di informazione abbia una specifica linea editoriale, seppure
di parte, è un’evidente aberrazione che esistano linee editoriali a supporto di uno schieramento politico o di un personaggio politico, quando il personaggio che si sostiene, proprietario del giornale, governi e legiferi oppure eserciti in qualche modo un potere (anche “soltanto” il potere di informare chi legge).

Né tutta la stampa di opposizione a Berlusconi è risultata scevra dallo stesso groviglio di interessi: è stato possibile talvolta rilevare che i contenuti e i toni di alcuni articoli di giornali di sinistra non siano ad esprimere semplicemente una linea editoriale partigiana, bensì siano a sostenere un orientamento mirante a supportare “interessi” di parte.

Queste, secondo me, le domande cruciali che sono da porre quando si esamina un organo di informazione:

– CHI SONO I PROPRIETARI DEL GIORNALE?

– IL PROPRIETARIO DEL GIORNALE GOVERNA ‘O’ LEGIFERA, OVVERO GOVERNA ‘E’ LEGIFERA’?

– LA LINEA EDITORIALE È A SOSTEGNO DEL PROPRIETARIO CHE GOVERNA ‘O’ LEGIFERA, OVVERO GOVERNA ‘E’ LEGIFERA?

– LA LINEA EDITORIALE È A SOSTEGNO DI INTERESSI “SPECIFICI”, DI INTERESSI “MATERIALI” DEL PROPRIETARIO?

Se sì, non si tratta sicuramente di stampa libera in grado di esprimere una informazione libera!

Noi abbiamo bisogno, insomma, di moltiplicare e diffondere organi di informazione che, seppure di parte – come sono d’altronde gli “organi di partito” – non siano espressione di conflitti di interesse e che, dunque, risultino liberi e che siano in grado di fare libera informazione, nel momento stesso in cui esprimono libere opinioni di parte, libere perché scevre da conflitti di interesse.

Questo è quello che l’opinione pubblica si aspetta da chi ha il dovere ed il diritto di controllare chi detiene il potere.

Antonio Conese, aprile 2016

****************************************

Libera televisione in libero stato

Pazzesco!

Un effetto (storico) perverso di una decisione (storica) già di per sé perversa!

C’era una volta il consociativismo DC-PSI-PCI.

Il consociativismo DC-PSI-PCI generò tanti frutti amari.

E il consociativismo generò un frutto che si rivelò non solo amaro, ma anche velenoso: la triplicazione della RAI in RAI 1 alla DC, RAI 2 al PSI, RAI 3 al PCI.

Questa fu una decisione (storica) perversa.

… … …

Ma quale fu un effetto (storico) perverso di tale decisione (storica) perversa?

In breve!

Se in Italia l’informazione televisiva pubblica non fosse stata e non fosse appannaggio dei partiti, l’operazio-ne di Berlusconi, e adesso di Renzi, volta ad impadronirsi
di due o dei tre canali della televisione pubblica e di mono-polizzare ancora di più l’informazione non sarebbe stata nemmeno immaginata.

Io so per certo che una delle distorsioni della informazione in Italia è determinata dalla ‘longa manus’ dei partiti sulla televisione pubblica.

E so che la soluzione al problema della nostra televisione pubblica è che sia amputata la ‘longa manus’.

Dunque: libera televisione in libero stato!

Anche e soprattutto in questi giorni in cui assistiamo alle grandi manovre del Rottamatore-Pifferaio che sta tentando di completare l’opera di asservimento dell’informazione pubblica alla sua narrazione dell’Italia che riparte.

Antonio Conese, aprile 2016

**************************************

Federalismo e questione meridionale

Non è nuova la consapevolezza che l’identità nazionale e l’identità regionale costituiscono la ricchezza dell’Europa e che le culture dei popoli sono la più grande eredità del continente europeo.

Devo confessare che in questi giorni le ‘prese di posizione’ fortemente critiche del Presidente della Regione Puglia Emiliano sull’operato del Governo induce a illuminare di luce nuova la questione del federalismo.

Parlare di federalismo in Italia ed esprimere una posizione critica al riguardo non è facile, considerato che il termine si è caricato di sfumature negative per le connotazioni razziste con cui una parte politica ha tinteggiato questa tesi nel corso degli ultimi tre decenni. Eppure io mi vado convincendo sempre di più che la questione debba essere affrontata con animo scevro dalle pregiudiziali che l’approccio leghista comporta.

La pluralità e le differenze tra le diverse regioni costituiscono il punto di forza della cultura italiana: dobbiamo ricordare che già Carlo Cattaneo, opponendosi al progetto di unificazione dei Savoia, aveva sostenuto la validità di uno stato confederato sul modello di quello svizzero.

Carlo Cattaneo, patriota e politico italiano del XIX secolo, è considerato uno dei padri del federalismo.

Le vicende storiche e la maniera in cui si è andata configurando la questione meridionale, e più ancora le persistenti difficoltà del Sud, paiono diano ragione a Cattaneo.

D’altra parte: l’arretratezza industriale del Sud è da considerarsi un’eredità dell’Italia preunitaria o piuttosto il risultato di “una unificazione nazionale strumentalizzata in modo scellerato ai danni del Mezzogiorno”?

La storiografia più recente ha dimostrato in maniera incontrovertibile la veridicità della seconda ipotesi.

Scrivono Loglisci e Schiraldi: “Il processo di verità storica che da tempo sta squarciando il muro di oblio, eretto a difesa di una mistificata interpretazione delle vicende unitarie e post unitarie della nostra nazione, ha trovato nuovo e solidissimo impulso per merito di una pubblicazione scientifica edita da un’istituzione dall’indiscussa affidabilità quale la Banca d’Italia. Se fino ad oggi si è potuto confutare, su basi storiografiche peraltro tutte da verificare, quanto asserito da chi, carte alla mano, mira a dimostrare come il presunto processo unitario si sia risolto nei fatti in una feroce e avvilente colonizzazione del Mezzogiorno, oggi scende in campo la Banca d’Italia, con il suo indiscusso prestigio, a sancire, sulla base di incontestabili analisi e dati statistici, la verità di fatti troppo a lungo vergognosamente manipolati(*).

 

Certo, lo sviluppo del Sud è compromesso, come sappiamo, da problematiche nuove: basti pensare al dila-gare della corruzione, al diffondersi della criminalità in Regioni intere del Mezzogiorno.

Continuiamo ad ascoltare la cantilena sui problemi del Sud e la tiritera secondo cui si richiede una nuova classe dirigente che sia all’altezza delle sfide da affrontare. Adesso la stessa filastrocca ce la ripete anche Renzi, che non si interessa tanto dei nostri problemi. E, quando lo fa, pare non lo faccia proprio per gli interessi del Sud stesso: staremo a vedere come si evolverà la brutta faccenda del petrolio della Basilicata.

E se – sia per ragioni di rispetto del profilo di pluralità e dinamicità culturale, nonché per ragioni di opportunità storica contingente – un sano federalismo ‘solidale’ fosse effettivamente la risposta ad uno dei nodi problematici della storia dell’Italia del ‘900 e di oggi, ossia alla questione meridionale?

Chissà!?

Antonio Conese, aprile 2016

____________________________________________________________________________________

(*) Loglisci, M., Schiraldi, F., Dopo 150 anni di menzogne la Banca d’Italia conferma: l’Unità d’Italia ha creato il sottosviluppo del Mezzogiorno, in “Onda del Sud” del 29.11.2010.

La lettura dell’articolo è davvero illuminante. Chi volesse consultarlo, può farlo collegandosi al ‘link’ appresso indicato: https://antonioconese.wordpress.com/?s=onda+del+sud .

 ***********************

Non pensare all’elefante

Racconta David Frati che “ai suoi studenti del corso di Scienze cognitive e Linguistica all’Università di Berkeley, George Lakoff spesso propone un esercizio molto semplice ma invariabilmente destinato a mettere in crisi anche il più zelante degli studenti: qualunque cosa succeda, i ragazzi non devono pensare ad un elefante. Naturalmente, appena il professore finisce di pronunciare queste parole, il pensiero di un elefante, di solito evenienza abbastanza rara, diventa una sorta di ossessione onnipresente.

L’elefante è una metafora dell’avversario politico: i progressisti paiono più occupati a demolire, imitare, rintuzzare i conservatori che ad elaborare una strategia propria chiara e riconoscibile.”

… …

Come sappiamo, l’elefante, negli Stati Uniti, è l’icona dei repubblicani.

George Lakoff, nel suo fortunatissimo saggio “Non pensare all’elefante”, aveva sostenuto che in ogni sfida politica vince chi riesce a comunicare i suoi valori fondamentali e imporre il suo linguaggio.

Lakoff vuole ricordarci – in definitiva – che un leader progressista, per risultare convincente, deve:

– avere un forte quadro di valori;

– avere un proprio linguaggio e riuscire ad imporlo nel dibattito politico;

– riuscire a comunicare i propri valori fondamentali;

– rinunciare ad inseguire il “Centro”, semmai inseguire la “Sinistra”;

– riuscire a convincere gli interlocutori (gli elettori).

E senza pensare all’elefante, appunto.

… … …

Questo sostiene Lakoff.

Io mi permetto di aggiungere che un leader, per risultare convincente e vincente non soltanto nelle tornate elettorali, ma soprattutto in relazione ai processi storici “progressivi”, non deve pensare all’elefante o, peggio, pensare di inseguirlo nelle proposte politiche.

 

Si potrebbe ipotizzare di esaminare la leadership di Matteo Renzi in relazione alla faccenda dell’elefante.

Ma la procedura, lo confessiamo, potrebbe essere molto “di parte”.

Per questo, tra le tante valutazioni, noi preferiamo affidarci ad un organismo come il Censis.

Scrive Fabio Martini nell’abbrivio di un articolo della Stampa del quattro dicembre 2015 (“Il Censis e l’Italia di Renzi – Un Paese che vive alla giornata”):

“Sostiene il Censis nel suo quarantonovesimo Rapporto annuale: l’Italia contemporanea, l’Italia di Matteo Renzi, è un Paese in «letargo esistenziale» in attesa di una ripresa continuamente annunciata sui mass media, una “tensione” che per ora non si è tramutata in un nuovo investimento collettivo. Perché l’Italia dell’era renziana è un Paese nel quale vincono fenomeni come la «pura cronaca», l’approccio di corto respiro, «il virus della disarticolazione dei pensieri» e del corpo sociale. Una disarticolazione, certo di lungo corso, nella quale convivono interessi particolari, egoismo individuale, una solitudine «di cui si scorge traccia anche nell’ossessiva simbiosi dei giovani con il proprio telefono cellulare», una povertà di progettazione del futuro. Un’Italia guidata da un governo impegnato ad innescare, attraverso il consenso alla sua azione, una mobilitazione collettiva per ora assente, anche per “colpa” dell’altro tipo di pulsione prodotta dall’attuale ese-cutivo: un decisionismo incardinato su una leadership «troppo accentrata», che premia più le fedeltà che le competenze e che si fida troppo del «puro comando».

Ecco i temi specifici che occorrerebbe approfondire, questa volta con una indagine piuttosto “partigiana”:

– la coerenza politica del Personaggio;

– la politica economica;

– le riforme costituzionali;

– la questione morale;

– la “buona s.uola” (sic!).

L’impresa è ardua, ma sarebbe da tentare.

Antonio Conese, aprile 2016

*****************************
Il governo dei petrolieri

Il riscaldamento globale

2014: l’anno più caldo secondo i rilievi dell’Or-ganizzazione meteorologica mondiale.

L’umanità ha di fronte a sé una delle più grandi sfide: l’obiettivo è quello di frenare il riscaldamento globale – l’aumento delle temperature a livello planetario – in modo tale che l’aumento medio non superi i due gradi centigradi entro la fine del secolo.

Un attento esame del parere degli esperti porta a ri-levare che il fallimento delle politiche in materia avrebbe le conseguenze catastrofiche – peraltro già in atto – che così mi pare di poter riassumere:

    • squilibri nell’effetto serra;

    • devastazione degli ecosistemi, perdita della biodiversità;

    • scioglimento di ghiacciai, polari e non;

    • aumento del livello del mare;

    • scarsità ed inquinamento dell’acqua;

    • peggioramento dei fenomeni atmosferici;

    • disastri planetari;

    • scarsità alimentare;

    • intensificazione dei processi migratori.

È poi appena il caso di sottolineare che alcuni dei fenomeni sopraelencati sarebbero (sono?) senza dubbio causa di conflitti tra stati e popolazioni.

La sensibilità dei leader

Occorre il generale convincimento che la riduzione efficace delle emissioni di CO2 è improcrastinabile e che occorre adottare tutti gli strumenti per perseguire e raggiungere l’obiettivo.

Il vertice sul clima delle Nazioni Unite che si è tenuto a Parigi alla fine dello scorso anno riveste una importanza fondamentale.

Gli Stati si sono impegnati a cambiare il modo in cui si produce energia e ad aumentare l’energia proveniente da fonti rinnovabili, a ridurre in tutti i settori, produttivi e non, le emissioni nocive e a produrre energia più pulita. Ma gli accordi non risultano certamente vincolanti, al contrario di quanto auspicava Matteo Renzi, il quale aveva dichia- rato: sul clima occorre “un accordo il più vincolante possibile, altrimenti rischia di essere scritto sulla sabbia”.

Renzi, come sappiamo, è sempre molto #logico, soprattutto nella coerenza tra affermazioni e comporta-mento, e decisioni politiche.

Gli ambientalisti, gli ecologisti sono ovviamente insoddisfatti delle scadenze e delle mete che i governanti sono riusciti faticosamente a concordare: non risulta difficile comprendere che secondo loro l’obiettivo della decarbonizzazione totale, della limitazione delle emissioni a zero entro la fine del secolo non saranno raggiunti.

Non vi è dubbio che occorrerebbe una forte sensibilità per questi temi da parte dei leader respon- sabili delle politiche nazionali e sovranazionali.

Le trivelle in mare

Come sappiamo, l’Italia da tempo sta fortemente impegnandosi nella diffusione delle energie rinnovabili.

Ma che succede in questi giorni?

Forse perché si avvicina la scadenza referendaria del 17 aprile, le televisioni di regime nascondono che nel tratto di mare tra Italia e Tunisia c’è stato un guasto ad un oleodotto sottomarino che ha determinato una estesa marea nera sugli scogli di isole tunisine a ridosso di Lampedusa.

E il Capo del Governo sembra mostrare di non cogliere i nessi tra l’impegno che anche il nostro Paese ha assunto rispetto alla riduzione della temperatura e la questione delle trivellazioni in mare.

Mostra di non avere sensibilità per i temi del cambiamento climatico quando dice che il referendum sulle trivellazioni è perdita di tempo; sembra mostrare di non conoscere i nessi tra uso delle fonti energetiche che inquinano e riscaldamento globale; manipola i dati – come ha sostenuto il Presidente della Regione Puglia; sembra non avvertire la necessità di dare segnali alla gente circa la necessità di procedere a passi spediti sulla strada delle energie rinnovabili.

“Volete che, quando scadranno le concessioni, vengano fermati i giacimenti in attività nelle acque territoriali italiane anche se c’è ancora gas o petrolio?”. Ecco l’interrogativo del quesito referendario.

Come è facilmente rilevabile, il quesito non doman-da se si è favorevoli a sospendere le trivellazioni in atto, bensì vuole indagare se gli Italiani vogliono che le tri-vellazioni cessino alla scadenza dei contratti.

Io non so se Renzi non abbia studiato bene il dossier, come sostiene Emiliano.

So, però, che invita ad andare al mare piuttosto che andare a votare.

A proposito (numero 1)

A proposito: Bersani dice che andrà a votare, ma voterà a favore della continuazione delle trivellazioni anche dopo la scadenza dei contratti. Ed anche Prodi voterà nella stessa maniera.

Prodi, Bersani, Renzi: escludo categoricamente che abbiano interessi personali di natura “materiale” in merito. Ma rilevo che – come si direbbe dalle mie parti – “i tre si grattano allo stesso tufo”. Ossia: tutti e tre, oggettivamente, sono perfettamente “in linea” con gli interessi dei petrolieri.

A proposito (numero 2)

In questo groviglio di intrecci tra politica e interessi dei petrolieri fanno notizia in queste ore le dimissioni del/della Ministro/a dello Sviluppo Economico Guidi.

Il/la Ministro/a ha scritto una lettera a Renzi in cui dichiara, in buona sostanza (semplifico per ragioni di spazio):

Sono in buona fede” e “Sono entusiasta del Governo”

A ^ B

Non esprimo alcuna ipotesi circa il valore di verità della prima proposizione: ognuno di noi se ne farà un’idea leggendo il testo della intercettazioni in cui Guidi fa riferimento anche alla Maria Elena nazionale.

Mi permetto invece di affermare che non ho alcun dubbio sulla sincerità del contenuto della seconda proposizione: comprendo molto bene le #nobili (sic!) ragioni del suo entusiasmo circa l’esperienza di governo.

Secondo voi, se ‘A’ risulta falsa e ‘B’ risulta vera, quale sarà il valore di verità della proposizione composta?

Insomma: A ^ B = VERO oppure A ^ B = FALSO?

Da #logica provetta – i Ministri del Governo Renzi sono tutti necessariamente molto logici, dal momento che hanno come #paradigma il loro Capo – il/la Ministro/a avrà immaginato: nessuno può pensare che affermo il falso se dichiaro che sono entusiasta di essere stata al Governo con Renzi, perché nessuno oserà pensare che questo non sia vero.

La pensava così anche Gianni, quando un giorno al ritorno da scuola riferì: <<Ho preso sette in geografia e sei in aritmetica>>. Ma il giorno dopo la madre di Gianni andò a parlare con i professori e venne a sapere che in realtà il compito di aritmetica non era stato giudicato con sei, ma con cinque. <<Perché hai mentito?>> domandò.

<<Ma mamma, in geografia ho preso davvero sette!>> replicò Gianni.

Credo che siamo d’accordo sul fatto che Gianni abbia effettivamente mentito, pur avendo preso davvero sette in geografia.

Solo la verità integrale è verità: la mezza verità – come pure i nove decimi di verità – è una bugia. La verità è indivisibile.” (*)

Antonio Conese, aprile 2016


(*) VARGA, T., Fondamenti di logica per insegnanti, Torino, Boringhieri Ed., 1973, pag. 25.

Pubblicato in POLITICA, VARIE | 2 commenti

ELEZIONI POLITICHE 2018 – CONTROINFORMAZIONE, PARTE PRIMA – DOPO IL FALLIMENTO DELLA RIFORMA COSTITUZIONALE E LA BOCCIATURA DELL’ITALICUM, ECCO IL ROSATELLUM BIS

 

Dopo la sonora bocciatura del Referendum Costituzionale grazie alla valanga di 20 milioni di #NO, nonché dopo la bocciatura della Riforma Elettorale denominata “Italicum” da parte della Corte Costituzionale, ecco il ROSATELLUM BIS.

1-

ANTEPRIMA

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10209497228940728&id=1626427033

2-

ZAGREBELSKY: LEGGE ELETTORALE INCOSTITUZIONALE

http://www.libertaegiustizia.it/2017/10/09/zagrebelsky-rischiamo-lennesima-legge-elettorale-incostituzionale/

3-

ANNA FALCONE: GOLPE
“Stanno tentato un golpe”
“Questo governo era stato già battuto il 4 dicembre, ma ora sta tentando un vero colpo di Stato ai danni di noi cittadini”. E’ uno dei passaggi più applauditi di Anna Falcone, dei comitati del no, dal palco di Piazza del Pantheon, alla manifestazione di sinistra contro la fiducia sul Rosatellum.

4-

EZIO MAURO: COLPO DI MANO

“Non è un colpo di Stato, come urlano i grillini in piazza, ma questa decisione del governo di mettere la fiducia sulla legge elettorale è un colpo di mano: gravissimo per la materia delicata di cui tratta (una materia di garanzia per tutti) e per il momento in cui avviene, a pochi mesi dalle elezioni politiche.
Giunge così a compimento nel modo peggiore una vicenda emblematica dell’impotenza dell’intero sistema politico, e della vacuità della legislatura tutta intera, e cioè l’incapacità del Parlamento e dei partiti di trovare un’intesa alla luce del sole che doti il Paese di una regola elettorale non basata su furbizie contingenti e vantaggi di parte, ma su un meccanismo in grado di restituire ai cittadini la piena potestà di scegliere i loro rappresentanti, con una regola riconoscibile dagli elettori e riconosciuta dall’intero sistema, capace di durare nel tempo al di là dei calcoli miopi di breve periodo. Restituendo così al meccanismo della rappresentanza quella stabilità e quella neutralità che sono parte indispensabile della fiducia nella politica e nelle istituzioni, oggi perduta.
C’è una contraddizione logica nel chiamare indecentemente in causa nell’atto finale il governo che non è intervenuto nel percorso della riforma – Gentiloni lo aveva sempre escluso, dunque deve spiegare cosa l’ha convinto a cambiare idea – perché faccia scattare il lucchetto della fiducia, troncando il confronto parlamentare per paura delle imboscate nascoste nel voto segreto.
Proprio lo spettro dichiarato dei franchi tiratori, che agita questa legge elettorale come i fantasmi abitano i castelli d’Inghilterra, è la prova patente di quanto poco i partiti-padri di questa legge si fidino della sua capacità di convincere e coinvolgere i loro parlamentari, come capita ad ogni confisca di sovranità politica da parte dei vertici più ristretti.
C’è poi una contraddizione tutta politica, clamorosa e sotto gli occhi di tutti: cosa c’entra un patto di maggioranza (riconfermato e blindato a forza con il voto di fiducia) con un provvedimento che nasce trasversale, a cavallo tra gran parte dell’area di governo e una certa opposizione, anzi per dirla tutta da un’intesa tra il Pd e Forza Italia con il concorso interessato della Lega e del partitino di Alfano? In questo modo si svilisce anche l’istituto parlamentare e lo stesso voto di fiducia, uno dei momenti più significativi del rapporto tra il governo e le Camere: qui invece ridotto a puro espediente tecnico, dove non è in gioco la fiducia e nemmeno il governo, ma entrambi diventano puri strumenti servili di un consenso indotto e forzato, con la destra che esce dall’aula per far passare in un giorno pari la fiducia ad un governo a cui si oppone nei giorni dispari.
L’ultima contraddizione – in realtà la prima – è del Pd, il partito che regge la maggioranza, il governo e ha chiesto la fiducia. In epoca di crisi conclamata della rappresentanza, queste operazioni servono solo a testimoniare un arrocco di forze politiche spaventate per un’autotutela ad ogni costo, dando fiato
ai partiti antisistema che quanto più sono incapaci di produrre politica in proprio, tanto più ricevono forza dagli errori altrui. Avevamo sempre chiesto una legge elettorale: ma non a qualsiasi costo. Non con il capolavoro di un voto che sembra costruito apposta per creare sfiducia.”
(EZIO MAURO – La Repubblica – 11 ottobre 2017)

5-

COMUNICATO ANPI https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=787891271372187&id=523356111159039

6-

AGGIORNAMENTO, 15 OTTOBRE 2017

PAOLO MIELI PARLA DEL ROSATELLUM BIS

 

7-

AGGIORNAMENTO 16 OTTOBRE 2016

LUCIA ANNUNZIATA: COLLASSA LA DEMOCRAZIA

https://www.nuovatlantide.org/collassa-la-democrazia-berlusconi-renzi-salvini-salvi/

8-

AGGIORNAMENTO,  18 OTTOBRE 2017

MARCO TRAVAGLIO: SI SONO SPERIMENTATE TUTTE LE POSSIBILI FORZATURE ED ILLEGALITÀ

https://goo.gl/FfdG6e

 

 

Pubblicato in POLITICA, VARIE | Lascia un commento

ELEZIONI POLITICHE 2018 – CONTROINFORMAZIONE, PARTE SECONDA – LA RIFORMA DELLA “BUONA SUOLA”

DOPO LA VALANGA DEI VENTI MILIONI DI #NO CHE HA SPAZZATO VIA LA “DEFORMA COSTITUZIONALE” …
… TOCCA ALLA LEGGE 107/2015, ALTRIMENTI NOTA QUALE “RIFORMA DELLA BUONA S.UOLA” …
… Visto che i più alti esponenti del Pd continuano a parlare di riforma storica e da portare avanti …
NON RESTA ALTRO DA FARE CHE SPAZZARE VIA DEFINITIVAMENTE, CON LE PROSSIME VOTAZIONI, IL RENZISMO!
E RIFONDARE LA SCUOLA!!!

1-

http://www.oggiscuola.com/web/2017/07/17/la-buona-scuola-di-renzi-compie-due-anni-ecco-tutti-i-fallimenti-della-legge-107/

2-

http://www.ilsussidiario.net/mobile/Educazione/2017/7/31/SCUOLA-Legge-107-Buona-Scuola-due-anni-pieni-di-smentite/776160/

3-

http://www.oggiscuola.com/web/2017/09/26/corte-dei-conti-la-riforma-renzi-un-fallimento-anche-sui-numeri/

4-

http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/?p=23158&cpage=1#comment-448132

5-

http://temi.repubblica.it/micromega-online/la-scuola-che-piace-a-confindustria/

6-

http://lipscuola.it/blog/8-settembre-2017-depositata-in-cassazione-la-legge-di-iniziativa-popolare-per-la-scuola-della-costituzione/

7-

http://lipscuola.it/blog/testo-della-lip/

8-

AGGIORNAMENTO, 15 OTTOBRE 2017

ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO                                                                           https://www.facebook.com/Repubblica/videos/10156298579196151/

 

 

 

 

Pubblicato in POLITICA, VARIE | Lascia un commento

ELEZIONI POLITICHE 2018 – CONTROINFORMAZIONE, PARTE TERZA – LA RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO (JOBS ACT)

 

Che cosa hanno prodotto quattro anni di politica renziana in materia di ‘mercato del lavoro’?

” Ma io dico, come si fa a sostenere a fine legislatura che tutto va bene quando hai speso 23 miliardi con il Jobs act per cancellare la precarietà e sei al massimo storico di precarietà?

Come si fa, quando solo sette contratti su cento sono a tutele crescenti? ”

Bersani

1-

http://temi.repubblica.it/micromega-online/il-fallimento-del-jobs-act/

2-

http://www.movimento5stelle.it/parlamento/lavoro/2017/02/inps-certifica-fallimento-del-jobs-act-miliardi-sprecati-e-zero-risultati.html

3-

http://www.ilpopulista.it/news/18-Maggio-2017/14465/boom-di-licenziamenti-il-fallimento-del-jobs-act.html

4-

https://ilmanifesto.it/successone-jobs-act-aumentano-licenziati-e-contratti-a-termine/

5-

http://www.iltempo.it/economia/2016/09/20/news/anche-linps-certifica-il-fallimento-del-jobs-act-1021133/

6-

http://formiche.net/2017/08/31/tutte-le-sciocchezze-su-jobs-act-e-contratti-a-tempo/

7-

http://www.secoloditalia.it/2017/01/disoccupazione-in-aumento-listat-certifica-il-fallimento-del-jobs-act/

8-

Il fallimento del Jobs Act: finiti gli incentivi rimangono voucher e precariato

9-

http://www.ilgiornaleditalia.org/news/economia/882039/Il-fallimento-del-Jobs-Act-e.html

10-

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/12/09/jobs-act-prima-ricerca-sugli-effetti-flop-nel-promuovere-occupazione-e-ridurre-precariato-aumentati-gli-inattivi/2291437/

Pubblicato in POLITICA, VARIE | Lascia un commento

BISOGNI EDUCATIVI

PREMESSA – BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

“L’area dello svantaggio scolastico è molto più ampia di quella riferibile esplicitamente alla presenza di deficit. In ogni classe ci sono alunni che presentano una richiesta di speciale attenzione per una varietà di ragioni: svantaggio sociale e culturale, disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse”.

http://istruzioneer.it/bes/

>>>>>>>>>>

DISLESSIA/DISGRAFIA/DISCALCULIA
https://antonioconese.wordpress.com/?s=dislessia
https://antonioconese.wordpress.com/?s=disgrafia
https://antonioconese.wordpress.com/?s=DISGRAFIA

>>>>>>>>>
DISTURBO SPECIFICO DELL’APPRENDIMENTO
https://antonioconese.wordpress.com/…/e-book-disturbi-spec…/

>>>>>>>>>
AUTISMO
https://antonioconese.wordpress.com/?s=autismo+e+strategie

-aggiornamento, ottobre 2017>>>>>

http://www.notizie.it/sedicenne-autistico-consegue-master-fisica-quantistica-qi-alto-einstein/

-aggiornamento, ottobre 2017 >>>>>

http://www.lavocedeltrentino.it/2017/10/15/rivoluzione-nel-mondo-dellautismo-parole-shock-rivelano-realta-sconosciuta/

>>>>>>>>>
COOPERATIVE LEARNING COMPENSATIVO PER BES
https://didatticapersuasiva.com/didat…/cooperative-learning/

*********************************************************************************

 

POST SCRIPTUM – BISOGNI EDUCATIVI “ALTRI”

 

BAMBINI ‘DOTATI’ ED EMOZIONI
https://antonioconese.wordpress.com/…/bambini-gifted-ed-em…/

>>>>>>>>>>

LA TRAGEDIA SILENZIOSA CHE STA COLPENDO I BAMBINI DI OGGI

http://www.informasalus.it/it/articoli/tragedia-silenziosa-bambini-oggi.php

Pubblicato in PEDAGOGIA, PSICOLOGIA, SCUOLA, VARIE | Lascia un commento

Mastery Learning – La didattica “capovolta”

… io dico:

‘cum grano salis’ … “con un pizzico di buon senso” …  “usando la testa” …

Pearson

Imparare sempre

bambini

magazine # /

La didattica “capovolta”

di Fabio Serenelli

17 febbraio 2013

Esiste una ricetta per una scuola più coinvolgente per gli studenti e meno frustrante per gli insegnanti? Un modo di fare lezione che sia più efficace per il raggiungimento degli obiettivi didattici e più efficiente nella gestione del carico cognitivo e delle energie di tutti? Una proposta arriva dagli Stati Uniti, patria del movimento per una scuola attiva e oggi culla di una nuova corrente che coinvolge migliaia di insegnanti di ogni ordine e grado e che mette in discussione la sacralità della lezione tradizionale come pilastro della didattica contemporanea.

È in atto una discussione che coinvolge sempre più docenti e che si sta allargando dagli Stati Uniti agli altri Paesi, compresa l’Italia. Ma è ancora in fase embrionale in termini di riflessione pedagogica, al punto che non esiste neppure un nome definitivo per il movimento stesso: flip-teaching (capovolgi l’insegnamento), flip-learning (capovolgi l’apprendimento) o più semplicemente flip your classroom!, ovvero “capovolgi la classe!”.

TRA CHIMICA E MULTIMEDIALE

Tutto è cominciato quando due insegnanti di chimica della scuola secondaria, Jonathan Bergmaan e Aaron Sams, si sono accorti che entrambi percepivano la propria attività come troppo meccanica e arida.

Giorno dopo giorno, i cicli continui di lezione e test di verifica limitavano il tempo necessario per conoscere in profondità i propri studenti e capire i loro bisogni, in termini sia di apprendimento sia di relazioni. Nel 2007 hanno pensato di trovare questo tempo mancante spostando il momento dell’acquisizione dei saperi di base, cioè della lezione tradizionale, oltre l’aula e hanno scelto di responsabilizzare gli studenti proponendo come “compito a casa” l’utilizzo di materiali digitali in autoistruzione.

In questo modo hanno liberato la loro didattica dall’incombenza delle lezioni, che hanno convertito in screencast, ovvero brevi video digitali composti da audio e sequenze di immagini. Il tempo in aula è diventato disponibile per laboratori in piccoli gruppi e per seguire direttamente i singoli studenti attraverso un tutoraggio uno-a-uno. I due chimici hanno poi condiviso sul web i video prodotti e hanno comnciato a raccontare la loro esperienza. I social network hanno fatto il resto diffondendo a macchia d’olio il modello e dando il via al movimento flip your classroom.

Bergmaan e Sams pongono in evidenza come “ribaltare la didattica” possa fornire un quadro operativo per allineare le conoscenze e le competenze degli studenti e migliorare la relazione educativa attraverso la tecnologia e un’attenta ottimizzazione del tempo. Potrebbe sembrare un approccio eccessivamente pragmatico. In realtà si basa sul consolidato modello pedagogico del Mastery Learning, l’apprendimento per la padronanza nato negli anni Settanta che, tra le altre cose, si scaglia contro l’idea che esistano studenti di serie A e di serie B, in grado o meno di raggiungere accettabili livelli di prestazione.

Il Mastery Learning punta a far ottenere il massimo livello di padronanza al maggior numero di studenti (se possibile alla loro totalità), nel rispetto dei ritmi e degli stili di apprendimento dei soggetti. Il flipped learning in fondo ne rappresenta un’applicazione aggiornata ai tempi delle tecnologie digitali e dei social network. Il ribaltamento del tempo consiste semplicemente nello spostare a casa i momenti di istruzione che richiedono un’interattività limitata, attraverso lo studio in autonomia.

In aula vengono invece valorizzati i compiti caratterizzati da una maggiore complessità e apertura problematica, che vanno affrontati attraverso il confronto critico con gli altri studenti e con il docente. sui contenuti di base, che saranno usati come elementi chiave per realizzare attività più stimolanti, di problem solving oppure produzioni originali individuali o in piccoli gruppi. Per esempio i ragazzi potranno impegnarsi nella creazione di poster, presentazioni digitali, filmati, composizioni artistiche o altro. Insomma, lo studente non svolge più i “compiti” a casa e in solitudine, invece, applica in modo attivo (in classe) i concetti appresi (a casa) e questo ne favorisce un “ancoraggio” più profondo, grazie al supporto diretto del proprio insegnante e del gruppo classe. Una flippedclass si basa dunque sullo spostamento del momento di acquisizione dei contenuti didattici. Ma ribaltare la didattica in aula significa sconvolgere anche ruoli e status consolidati dal punto di vista fisico.

TUTTI DIVENTANO PIÙ ATTIVI

In una flipped-class, l’insegnante non sta in cattedra, cambia la propria posizione e gira continuamente tra i banchi, monitorando le attività e regolando l’interazione tra gli studenti. Per i sostenitori della flipped-school, questo significa che assume il ruolo di regista della classe, più vicino alla figura del coach o del tutor che a quella del docente tradizionale.

Un ruolo impegnativo, che in realtà prevede molte attività, tra le quali compare anche la classica spiegazione. Che però diventa parte di un lavoro fatto per lo più insieme ai ragazzi. Lo studente, da parte sua, è invece obbligato a essere attivo, perché in aula tutti si aspettano da lui che applichi e produca conoscenza, non che assorba informazioni. L’obiettivo è che l’aula diventi un luogo dove gli studenti siano incoraggiati a concentrarsi sulla sperimentazione diretta, ad apprendere criticamente e a collegare concetti potenzialmente astratti con l’esperienza concreta e quotidiana.

Nel metodo flipped classroom, il tempo in classe è utilizzato per esercitazioni e attività di gruppo. Foto: The Boston Globe/ Getty Images

COME CAMBIANO I RUOLI

Da un punto di vista pratico, con il flipped learning il ciclo dell’apprendimento inizia a casa e non a scuola, dove lo studente utilizza brevi ed efficaci videolezioni (o altro materiale didattico appropriato) trovando da solo il ritmo di studio con il proprio computer, tablet, lettore mp3 o cellulare.

La mattina seguente il ragazzo si presenta a scuola già “informato” sui contenuti di base, che saranno usati come elementi chiave per realizzare attività più stimolanti, di problem solving oppure produzioni originali individuali o in piccoli gruppi. Per esempio i ragazzi potranno impegnarsi nella creazione di poster, presentazioni digitali, filmati, composizioni artistiche o altro. Insomma, lo studente non svolge più i “compiti” a casa e in solitudine, invece, applica in modo attivo (in classe) i concetti appresi (a casa) e questo ne favorisce un “ancoraggio” più profondo, grazie al supporto diretto del proprio insegnante e del gruppo classe.

Una flipped-class si basa dunque sullo spostamento del momento di acquisizione dei contenuti didattici. Ma ribaltare la didattica in aula significa sconvolgere anche ruoli e status consolidati dal punto di vista fisico.

TUTTI DIVENTANO PIÙ ATTIVI

In una flipped-class, l’insegnante non sta in cattedra, cambia la propria posizione e gira continuamente tra i banchi, monitorando le attività e regolando l’interazione tra gli studenti. Per i sostenitori della flipped-school, questo significa che assume il ruolo di regista della classe, più vicino alla figura del coach o del tutor che a quella del docente tradizionale.

Un ruolo impegnativo, che in realtà prevede molte attività, tra le quali compare anche la classica spiegazione. Che però diventa parte di un lavoro fatto per lo più insieme ai ragazzi. Lo studente, da parte sua, è invece obbligato a essere attivo, perché in aula tutti si aspettano da lui che applichi e produca conoscenza, non che assorba informazioni.

“Con il flipped learning il ciclo dell’apprendimento inizia a casa e non a scuola, dove lo studente può trovare da solo il proprio ritmo di studio”

L’obiettivo è che l’aula diventi un luogo dove gli studenti siano incoraggiati a concentrarsi sulla sperimentazione diretta, ad apprendere criticamente e a collegare concetti potenzialmente astratti con l’esperienza concreta e quotidiana. L’idea è che anche la percezione che gli studenti hanno del valore del tempo speso a scuola debba cambiare: le ore passate con il tutor e i compagni non si limitano più all’ascolto passivo, ma diventano lo stimolo per relazioni cooperative e competitive finalizzate a una progressione dell’autonomia e alla pubblica dimostrazione di padronanza delle materie.

Anche la scuola nel suo complesso, attraverso l’adozione di questo modello potrebbe modificare la propria immagine, passando da luogo spesso vissuto come oppressivo perché caratterizzato da una didattica rigida e non centrata sulla persona, a uno spazio in cui il consumo degli stimoli informativi non sia mai superficiale e inconsapevole.

 

Approfondimenti

COMMENTI / 7

  • fabio biscaro

    Non posso che considerarmi d’accordo!

    Abbiamo scritto un libro sull’argomento dando consigli pratici su come fare e con l’appoggio di Tullio De Mauro.

    http://amzn.to/19V1yDZ

  • antonia di canto

    Non vedo l’ora di sperimentare la flipped classroom, poi condividero’ volentieri le mie riflessioni con i colleghi che usano quesa strategia abitualmente!

  • Daniele Mitrangolo

    Potrebbe essere interessante provarlo, ma ha un difetto, che a mio avviso non fuziona nelle classi dove molti ragazzi non studiano. E’ improponibile ad un professionale e in classi con ragazzi con certe patologie.

  • carmela cassa

    Da circa tre anni sperimento la didattica capovolta e posso garantirvi che funziona.
    Apportando quei necessari adattamenti, indispensabili per renderla “adeguata” al gruppo classe con cui lavoro e agli strumenti e/o ausili di cui la scuola dispone, ho ottenuto risultati di apprendimento – e non solo – insperati.

  • marisa

    ottimi risulatati

  • cnwy54wy54wy54wy5435te4c5t34

    Title…

    […]The data talked about within the article are some of the best accessible […]…

  • KelGealse

    Amoxicillin Clavulanic Potassium Tablets [url=http://onlinecial.com]buy cialis[/url] Buy Decadron Online

INVIA IL TUO COMMENTO

Nome (obbligatorio)

Prima di pubblicare un commento, assicurati che sia pertinente alla discussione in corso, non abbia contenuto offensivo, calunnioso, diffamante, razzista, sessista e non violi le leggi italiane. La redazione si riserva il diritto di cancellare commenti non consoni con controlli a campione.

http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=is.pearson.it/magazine/la-didattica-capovolta/&send=false&layout=button_count&width=90&show_faces=true&action=like&colorscheme=light&font&height=21&appId=210196669009807

 

Pubblicato in PEDAGOGIA, PSICOLOGIA, SCUOLA, VARIE | Lascia un commento

“Meglio una testa ben fatta che una testa ben piena” – Montaigne

LA FORMAZIONE DELLA MENTE CRITICA

LA TESTA BEN FATTA
RIFORMA DELL’INSEGNAMENTO E RIFORMA DEL PENSIERO NEL TEMPO DELLA GLOBALIZZAZIONE
 ==================================================================
CONCETTI, METODI E STRUMENTI PER DIFENDERSI DALLA MANIPOLAZIONE MEDIATICA
==================================================================
LA BUONA SCUOLA NASCE DAL PENSIERO CRITICO
==================================================================
STIAMO NEL MONDO ONLINE PER SENTIRCI MENO SOLI
=================================================================
LA CREATIVITÀ COME POTENZIALE EDUCATIVO
==================================================================
IL TEMA DELLA LIBERTÀ DELLA INFORMAZIONE
==================================================================
LA PREPARAZIONE PROFESSIONALE DEL DOCENTE
==================================================================
FORMAZIONE DELLA MENTE CRITICA:
UN ESEMPIO SIGNIFICATIVO DI CONTROINFORMAZIONE
*************************************************************************
*************************************************************************
>>>>>   INDICAZIONI DIDATTICHE   >>>>>
COME INSEGNARE A SVILUPPARE IL PENSIERO CRITICO
Pubblicato in PEDAGOGIA, POLITICA, PSICOLOGIA, SCUOLA, VARIE | Lascia un commento

LA TRAGEDIA SILENZIOSA CHE STA COLPENDO I BAMBINI DI OGGI

Infanzia

25/09/2017

La tragedia silenziosa che sta colpendo i bambini di oggi

di Redazione InformaSalus.it

 

CATEGORIE: Infanzia

 

bambini

“Occorre fare dei cambiamenti nella vita dei nostri bambini prima che un’intera generazione vada sotto farmaci”

“C’è una tragedia silenziosa che si sta svolgendo proprio ora, nelle nostre case, e riguarda i nostri gioielli più preziosi: i nostri bambini. Attraverso il mio lavoro con centinaia di bambini e genitori come ergoterapista, ho visto questa tragedia svolgersi proprio sotto i miei occhi. I nostri bambini sono in uno stato emotivo devastante!”. Inizia così un articolo di Victoria Prooday, una psicoterapeuta canadese (di origini ucraine) specializzata in ergoterapia e che lavora con bambini, genitori e insegnanti.

Come si legge nell’articolo (letto da 10 milioni di persone), negli ultimi 15 anni sono state pubblicate statistiche allarmanti circa il continuo aumento di disturbi psicologici nei bambini, che stanno raggiungendo livelli quasi epidemici:

– 1 bambino su 5 ha problemi di salute mentale
– I disturbi dello spettro ADHD (deficit di attenzione/iperattività) sono aumentati del 43%
– Fra gli adolescenti, la depressione è aumentata del 37%
– Nei ragazzi tra i 10 e i 14 anni, i suicidi sono aumentati del 200%.
– Quante altre prove ci servono per svegliarci?

Secondo l’autrice all’origine dei problemi attuali di molti bambini vi sarebbero i genitori e l’ambiente circostante.

Oggi i bambini vengono privati delle basi per un’infanzia sana, cioè: genitori emotivamente presenti, limiti ben definiti e figure di guida, responsabilità, alimentazione equilibrata e numero adeguato di ore di sonno, movimento e vita all’aria aperta, gioco creativo, interazioni sociali, opportunità di avere del tempo libero e momenti di noia.

Al contrario oggi ai bambini vengono offerti: genitori “digitalmente distratti”, genitori indulgenti che permettono ai figli di “comandare”, convincimento che tutto gli è dovuto, alimentazione non equilibrata e poche ore di sonno, vita sedentaria dentro casa, stimolazioni continue, babysitter tecnologiche, gratificazioni immediate, assenza di momenti di noia.

Cosa fare dunque? Ecco i consigli della psicoterapeuta ai genitori:

– Fissate dei limiti, e ricordate che voi siete i genitori del bambino, non degli amici.
– Offrite al bambino uno stile di vita di bilanciato, ricco di ciò di cui ha bisogno, non solo di ciò che vuole.
– Non abbiate paura di dire “No!” quando ciò che il bambino vuole non è ciò di cui ha bisogno.
– Date a vostro figlio cibi nutrienti e limitate gli snack
– Trascorrete almeno un’ora al giorno in uno spazio verde: andando in bici, camminando, pescando, osservando insetti o uccelli.
– Mettete via i cellulari durante i pasti
– Fate giochi da tavolo
– Fate svolgere al bambino piccoli lavori domestici
– Assicuratevi che il bambino dorma un numero sufficiente di ore in una camera priva di dispositivi tecnologici.

Insegnategli la responsabilità e l’indipendenza e non proteggetelo dai piccoli fallimenti. In questo modo, imparerà a superare le grandi sfide della vita.

– Non siate voi a preparargli lo zaino per la scuola, non portateglielo voi, se ha dimenticato a casa il pranzo o il diario non portateglielo a scuola, non sbucciate una banana per un bambino di 5 anni. Insegnategli piuttosto come si fa.

Cercate di ritardare le gratificazioni e fornitegli opportunità di “annoiarsi”, perché è proprio nei momenti di noia che si risveglia la creatività:

– Non ritenetevi la fonte d’intrattenimento dei vostri figli
– Non curate la noia con la tecnologia
– Non usate strumenti tecnologici durate i pasti, in macchina, al ristorante, nei supermercati. – – Usate questi momenti come opportunità per insegnare ai bambini a essere attivi anche nei momenti di noia
– Aiutateli a creare un “kit di pronto soccorso” della noia, con attività e idee per questi momenti.
– Siate presenti per i vostri bambini e insegnate loro come disciplinarsi e comportarsi:
– Spegnete i cellulari finché i bambini non vanno a letto, per evitare di essere distratti
– Insegnate al bambino come riconoscere e gestire la rabbia o la frustrazione
– Insegnategli a salutare, a condividere, a stare a tavola, a ringraziare
– Siategli vicini dal punto di vista emotivo: sorridetegli, abbracciatelo, leggete per lui, giocate insieme.

“Occorre fare dei cambiamenti nella vita dei nostri bambini prima che un’intera generazione vada sotto farmaci. Non è ancora troppo tardi, ma presto potrebbe esserlo”, conclude  Victoria Prooday.

Pubblicato in PEDAGOGIA, PSICOLOGIA, SCUOLA, VARIE | Lascia un commento

Bambini ‘gifted’ ed emozioni – Un mondo da capire

Bambini gifted ed emozioni. Un mondo da capire

Schoolboy sitting at table in classroom

di Jennifer Virone

Spesso i ragazzi ad alto potenziale cognitivo vengono visti come tali solo quando le difficoltà incontrate, come problemi scolastici o di comportamento, conducono ad una valutazione psicologica. Ciò avviene perché alcuni loro atteggiamenti possono “mascherare” l’intelligenza, quindi può non essere facile riconoscere le loro peculiarità come indicatori di plusdotazione.

Per questo motivo è utile fare luce su alcune caratteristiche che sono parte della personalità dei gifted e che allo stesso tempo sono influenzate dalle risposte del contesto sociale. Le caratteristiche di cui stiamo parlando, presenti anche nella popolazione in generale, sembrerebbero correlate alle abilità cognitive e, anche quando sperimentate in prima persona, non sempre sono così evidenti agli altri…Per questo è importante avere un occhio attento!

Stiamo parlando di:

1) Elevata autocritica

2) Intensità emotiva

1) Ipersensibilità

Quando parliamo di autocritica elevata stiamo parlando di un approccio esageratamente analitico. Il plusdotato è un grande osservatore perché la sua abilità intellettuale gli consente di focalizzare spontaneamente l’attenzione ai dettagli nell’ambiente, a posizionare tutto “sotto il microscopio”, anche le regole e l’autorità di genitori o insegnanti. Tuttavia essere autocritici vuol dire anche tenere se stessi e gli altri sotto controllo e questo, se da un lato favorisce la motivazione al perseguimento degli obiettivi, dall’altro aumenta il rischio di rimanere delusi quando ci si scontra con l’inevitabile imprevedibilità dell’ambiente esterno.

L’intensità emotiva ha a che fare con la percezione degli stati affettivi. E’ un po’ come se le emozioni  passassero attraverso un grande amplificatore: “they feel more because they see more”, sentono di più perché vedono di più. Ciò vuol dire che l’alto potenziale non è solo uno strumento per il ragionamento, ma anche una lente speciale, attraverso cui si sperimenta una vita emozionale più complessa e quindi più intensa.

L’ipersensibilità può essere spiegata attraverso il modello dell’“Heightened Multifaceted Sensitivity” (Mendaglio, 2007[1]). Secondo questo modello ne esisterebbero 4 sfaccettature: la comprensione cognitiva dei propri comportamenti e pensieri, l’autoconsapevolezza della propria esperienza emotiva, la capacità di mettersi nei panni dell’altro e l’empatia. Essendo quella dei gifted una sensibilità “aumentata” ne deriva che anche queste sfaccettature sono, a loro volta, “aumentate”. Ecco allora che bambini e ragazzi ad alto potenziale possono sovrainterpretare gli eventi,  vivere le emozioni in modo più violento degli altri, preoccuparsi eccessivamente del giudizio e vivere le emozioni altrui come se fossero le proprie.

Quelle descritte sono caratteristiche ricorrenti in bambini e ragazzi plusdotati, tanto da rappresentare spesso un importante discriminante tra uno studente brillante e un gifted.

..E una volta colti questi segnali?

– Innanzitutto ricordare che: percepire più informazioni degli altri non vuol dire interpretare ciò che accade in modo più preciso, ma solo viverlo con più intensità.

Evitare di sminuire ciò che provano i gifted. Una reazione comune  può essere quella di provare a placare le loro reazioni, magari tentando di farli ragionare sulla logicità di una risposta emotiva, per mostrare, ad esempio, come questa sia irragionevole o sciocca. Questa strategia non solo è inefficace ma può addirittura amplificare l’emozione: a chiunque sarà capitato di arrabbiarsi ancora di più quando la propria rabbia viene considerata fuori luogo da qualcuno!

– Le nostre emozioni hanno a che fare con il modo in cui interpretiamo gli eventi ma i gifted tendono a utilizzare più degli altri le abilità cognitive per giustificare la loro interpretazione e per trovare errori in quelle altrui. Bisognerebbe evitare un atteggiamento di “sfida all’interpretazione più corretta” e offrire un ascolto empatico e non giudicante. Il ragionamento, la logica e la capacità di problem solving, preziose risorse nei gifted e processi importanti legati all’interpretazione, saranno più efficaci quando l’emozione si sarà affievolita.

 

[1] Mendaglio, S. (2007). Affective-cognitive therapy for counseling gifted individuals. In S. Mendaglio & J. S. Peterson (Eds.), Models of counseling gifted children, adolescents and young adults (pp. 35–68). Waco, TX: Prufrock Press.

Pubblicato in PEDAGOGIA, PSICOLOGIA, SCUOLA, VARIE | Lascia un commento