Chi ha paura della rete?

  Da "Repubblica" – 24.01.2010

POLITICA POP

di Marco Bracconi

"Videolettere, canali dedicati, web-tv. Insomma, cominciano a capire. Lentamente, in ordine sparso, ma i politici italiani cominciano a capire che sulla Rete si giocherà la vera sfida dei prossimi decenni. Altro che santini, spot in tv o cartelloni sei per tre. I voti si andranno a prendere casa per casa sui pc degli elettori.

Passeranno cinque, massimo dieci anni. Poi la curva demografica diventerà inesorabile. E tra quindici anni, mese più o mese meno, quelli che si faranno una idea su chi votare oppure no saranno la maggioranza del corpo elettorale. Sarà l’inizio della fine del link soldi-comunicazione politica. Perché internet, rispetto alla tv e alla stampa dei manifesti, è infinitamente più economico.

Intendiamoci. Il denaro, nella raccolta e nella gestione del consenso, conterà ancora molto. Ma quando la curva avrà cominciato a scendere verso chi oggi ha tra i dieci e i trent’anni, e domani sarà il corpaccione del ceto medio e mediamente informatizzato del Paese, servirà a poco avere Minzolini al Tg1.

Qualcuno lo ha capito, già semina per il futuro e arriverà preparato all’appuntamento. Ma tanti altri dormono. E quando gli diranno che la guerra del sei per tre è finita, non sapranno da che parte voltarsi."

 

 

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