Scuola: gap nord sud già nella scuola primaria

 

Ansa, 08.02.2010, ore 20.58

Scuola: gap nord sud già alle elementari

Meridionali 6% in meno di risposte corrette in italiano

 

Un’Italia a due velocità, sin dalle scuole elementari: è la foto della rilevazione Invalsi sull’apprendimento nella scuola primaria.

I dati del rapporto, stilato dall’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo su un campione di quarantaseimila alunni, sul territorio nazionale, parlano chiaro. 

Già alle elementari, si riproduce il divario socio-economico tra Nord e Sud.

 In particolare per l’italiano, in seconda elementare, i bambini di una scuola del sud hanno dato una percentuale di risposte corrette inferiore del sei per cento, rispetto a quelli della stessa classe al nord. In quinta, però, il divario si riduce al due per cento. In matematica, la percentuale di risposte corrette in seconda elementare è sostanzialmente identica tra Nord e Sud, ma il divario si allarga in quinta, raggiungendo il tre per cento.

Per Piero Cipollone, Presidente Invalsi, ”la povertà di conoscenze si traduce poi in carriere di lavoro frammentarie, bassi salari e precarietà”. Per Valentina Aprea, (Pdl), presidente della Commissione Cultura alla Camera i dati confermano l’esigenza di “una revisione dei criteri di reclutamento dei docenti”. “Non è colpa dei docenti – ribatte Fioroni (Pd – ma finora la scuola italiana non e’ stata in grado di gestire il merito e premiare i più capaci”.

 

 

 

Commento:

 

Posto che le condizioni di svolgimento delle prove Invalsi sull’intero territorio nazionale siano davvero omologabili, i dati surriportati, per un verso, riconfermano i condizionamenti, positivi (al nord) o negativi (al sud), dell’entourage socio-familiare negli apprendimenti scolastici: e questo risulta abbastanza scontato; per l’altro verso, sembrerebbero mostrare l’importante ruolo e responsabilità della scuola del sud nel miglioramento o nel peggioramento, rispettivamente per l’italiano e  per la matematica, delle performances degli alunni tra la seconda e la quinta classe.

 

Antonio Conese

 

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