Risorgimento, si dica la verità

Risorgimento, si dica la verità
in Tribuna Meridionalista ….Da La Gazzetta di Lecco dell’11 dicembre 2010

VALMADRERA «La Secessione è ormai nell’animo della gente. Se si vuole una riconciliazione, è tempo di raccontare la verità sul Risorgimento». Ad affermarlo è Emilio Zangari, assessore valmadrerese da tempo impegnato nello studio di questo periodo storico, di cui dà una interpretazione molto diversa da quella canonica. Le sue parole giungono dopo una visita alla esposizione «L’Italia unitaria nella collezione. d’arte della Fondazione Cariplo e in altre raccolte locali», allestita alla Quadreria di Malgrate.

«Una mostra molto bella, con materiale di gran pregio – afferma Zangari – Quello che si vuole far notare è la grande partecipazione popolare al risorgimento. L’esposizione è permeata da un senti­mento di unità che pare vero. Sembra inesistente la centocinquantenaria diatriba tra Nord e Sud. È assente ogni riferimento al Sud, tranne che nella lettera di un soldato che partecipò alla battaglia di Capua e di un prefetto di Palermo che premiava un militare. Il clima che si respira, guardando i quadri e leggendo alcune lettere e spiegazioni che accompagnano dipinti e cimeli, è quello che, allora, c’era un “paese da costruire”. Già, un paese da costruire; in inglese: `Building a country’ si chiamava così il progetto di Bush junior per giustificare l’invasione di Iraq e Afghanistan. Lo stesso avevano fatto i colonialisti. C’è una costante, in queste “imprese’, tutte le volte che si deve “costruire un paese” prima lo si rade al suolo. Poi si dice ai sopravvissuti: “Ricostruitelo, ma bene”. La differenza è che all’Iraq la guerra è stata almeno dichiarata, mentre le Due Sicilie sono state invase a tradimento, con il popolo che ci ha messo poco a capire che cosa volevano i “liberatori”, e quando lo ha fatto si è ribellato».

Zangari prosegue. «Leggo sul bell’opuscolo della mostra che “Dopo l’unità politica, l’unità nazionale si dovette confrontare con la “questione sociale” e”meridionale”, con il pesante carico di problemi riguardanti la sanità, l’istruzione, 1′emigrazione, in una società per larga parte contadina costituita da fasce di popolazione poverissime che occorreva portare a condizioni accettabili di esistenza (pag. 9)’: Le fasce di popolazione poverissime c’erano dovunque, nella Parigi descritta da Hugo, e nella Londra raccontata da Dickens. Ma nessuno dice che l’emigrazione, co­sì come la maledettissima “questione meridionale”, sono fenomeni nati dopo il 1861. E non vuol dire che nelle Due Sicilie tutti erano ricchi, ma semplice­mente che c’era un popolo che si stava costruendo il proprio futuro, che non aveva mai chiesto niente, e la cui storia è stata interrotta in maniera violenta e crudele». L’assessore continua nelle citazioni. «Sempre dall’opuscolo: “Con la lucida consapevolezza di contribuire a una missione collettiva di emancipazione e di pro­gresso, si diede così inizio alla più importante stagio­ne di riforme e di lavori pubblici che l’Italia abbia mai conosciuto in cui si crearono le basi, in alcuni territori, di quella attiva ed operosa imprenditorialità che credeva fermamente nel progresso (pag. 9)”: Ve­ro, si crearono le basi in al­cuni territori, perché altri vennero letteralmente spogliati di tutto. La gente era talmente felice dell’Ita­lia unita, al Sud, che da al­lora circa trenta milioni di persone sono andate a cercare lavoro all’estero, una diaspora che sembra non avere fine».

Zangari attacca: «Questo descrivere il Risorgimento come una favola da libro Cuore, trascurando che è stato portato a com­pimento usando l’ingan­no, il tradimento, la cru­deltà, significa non capire perché questo paese è sempre più diviso. Vera­mente pensiamo di creare uno spirito nazionale con qualche quadro, se pur di valore? È tempo di raccon­tare i fatti per come sono successi, per ridare digni­tà a una parte di popolo che, insieme a tutti i beni che aveva, si è vista toglie­re anche la sua gloriosa Storia, e consentire una ri­conciliazione altrimenti lontanissima».

L’assessore conclude: Ma allora lo spirito unita­rio era un’invenzione? Certamente no, era nel dna delle persone, ma la forzatura crudele che è stata fatta ha prodotto danni enormi, forse irre­versibili. La secessione è ormai nell’animo della gente. Ora anche al Sud si è cominciato a bruciare il tricolore e a scandire slo­gan contro lo Stato e il Nord. Dobbiamo scegliere cosa fare: stare zitti pensando che tutto si risolva o affrontare i problemi, iniziando a fare chiarezza sulla storia»:

L’assessore al Commercio dl Valmadrera Emilio Zangari fa parte dei Comitato Due Sicilie e del partito Per il Sud

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2 risposte a Risorgimento, si dica la verità

  1. Brigante Peuceta ha detto:

    Onorato di averti avuto come insegnante.

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