Settimo Circolo Didattico “Riccardo Cotugno” – Andria

26 giugno 2012

All’Egregia Ins. Rosa Mariano

Verso la fine degli anni settanta e i primi anni ottanta la percentuale degli alunni svantaggiati di classe quinta frequentanti il R. Cotugno si aggirava intorno al venti per cento ed esisteva in quel Plesso, allora sede della direzione del Settimo Circolo, il gravissimo fenomeno della inadempienza scolastica. A quei tempi l’organico era di plesso e Lei – come sicuramente ricorderà – desiderava ardentemente essere impegnata al Riccardo Cotugno: fu accontentata, dal momento che io non ebbi alcun dubbio in merito!

Due decenni dopo, nella sala delle adunanze di “Maraldo”, Lei mi raccontò di tutto il suo impegno nei confronti di un Alunno affinché  egli divenisse consapevole della prima preoccupazione della sua Insegnante…  “I care for you”, è questo che deve capire, Lei mi disse, in inglese… Ed io fui confortato per la scelta compiuta tempo addietro circa l’assegnazione al Cotugno di una Docente che aveva letto “Lettera ad una professoressa”.

Inutile dire che io ho sempre apprezzato come alla sensibilità nei confronti dei più sfortunati si accompagnasse, nel Suo progetto pedagogico, una equilibrata attenzione per le necessità formative di tutti gli alunni, anche dei più brillanti … “A ciascuno secondo i suoi bisogni…”

E che dire dei grafici su due/ tre/quattro facciate che accompagnavano le progettazioni curricolari e che Lei avrebbe voluto avvolgere come il nastro di Moebius, a testimonianza delle consapevolezze multi-trans-interculturali e altre diavolerie del genere.

… … …

Stimata da tutti i Colleghi che la votavano costantemente e massicciamente quale Collaboratrice del Direttore Didattico: chi avrebbe potuto mai osare interrompere tale sequenza, con la creazione di rotture e discontinuità, quando la scelta della Vicaria divenne competenza del dirigente scolastico?

La stessa popolarità si evidenziava puntualmente in occasione delle elezioni degli organi collegiali che consentivano alla scuola di avere la Vicaria nel Consiglio di Circolo e nella Giunta, sempre funzionalmente presente e consapevole di tutte le questioni relative alla gestione della istituzione scolastica.

A proposito: ricordo quelle interessanti ed originali adunanze delle Giunte, quando Presidente era il carissimo Sig. Michele, che avevamo trasformato in luogo dove “l’apertura delle buste” si arricchiva delle coinvolgenti, appassionanti discussioni sulle problematiche sociali e psico-pedagogiche nel corso delle quali Lei aveva modo di esaltare quella sua indipendenza di giudizio e di valutazione che sempre testimoniava nelle scelte quotidiane.

Per il suoi attenti, costruttivi, consapevoli contributi a supporto della vita della Scuola io non smetterò mai di ringraziarLa; e tale riconoscimento non sarà mai adeguato alla Sua opera preziosa.

… … …

“Età d’oro per le pensioni e per i pensionati”: il rapporto “Prospettive OCSE sulle pensioni 2012” così argomenta con  riferimento a coloro che attualmente stanno godendo dei diritti previdenziali conquistati negli anni di lavoro.

Aumenta poi la speranza di vita: +3,5 anni per i 65enni di oggi rispetto alla generazione precedente …

Carissima Sig.ra Mariano, la prego faccia “arrabbiare” anche lei la Fornero, Monti, la Merkel – e, seppure per contrapposte ragioni, tutto lo Staff di Segreteria –  faccia contento Hollande:  proclami a chiare lettere che si ritiene fortunata perché cosi giovane sta cambiando vita.

Vedrà!  Si imbatterà in tantissimi suoi conoscenti che, preoccupati, le domanderanno se si sente realizzata, se non si annoia per la Sua nuova esistenza. Li rassicuri tutti: spieghi a tutti che non si sente inutile, che è felice di potersi dedicare liberamente a realizzare quanto ha sempre sognato con il tempo libero a disposizione; magari, chissà, anche di essere talvolta a scuola per svolgere una libera, volontaria, meritoria attività di recupero degli svantaggiati o di sostegno – sa, con i chiari di luna in corso per la scuola italiana!

Proclami ai quattro venti che sta vivendo la fase migliore della sua vita.

Questa sua soddisfazione sarà peraltro sostenuta dalla scienza: Lei sa bene che negli ultimi anni ricercatori di tutto il mondo mostrano che il grafico della felicità crolla durante la seconda fase della vita, quella della maturità, e riprende a risalire dai cinquanta anni in poi.

La condizione è che si continui ad essere attivi e ad apprendere.

Si goda, pertanto, i prossimi “lunghissimi” decenni che si merita, continuando ad essere attiva e ad apprendere.

Con tanto affetto, simpatia e stima.

Un abbraccio a Tutti.

Antonio Conese

Autore

Antonio  Conese  è  laureato  in  Pedagogia  (Università  degli  Studi  di  Bari);  ha  “frequentato”  il  Corso di Perfezionamento   post-laurea   (Università   degli  Studi  di  Firenze)  su   “La dimensione europea della scuola e dell’insegnamento”.

Docente   di   Scuola   Primaria    (1970-1979)   e   Dirigente  Scolastico   (1979-2007),   ha  collaborato  con  la  Rivista  “i diritti della scuola”  ed è stato Docente-esperto in numerosi corsi   di   formazione   per   l’insegnamento   della  matematica  e  delle  scienze  promossi dall’IRRSAE di Puglia in occasione dell’attuazione del Piano Pluriennale di Aggiornamento per l’attuazione dei Programmi di Scuola Primaria del 1985.

Ora collabora con “Educare.it”, Rivista telematica sui grandi temi dell’educazione.

 

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Una risposta a Settimo Circolo Didattico “Riccardo Cotugno” – Andria

  1. Rosa Mariano ha detto:

    Carissimo Direttore,
    rileggendo le sue parole ho visto scorrere nella mente un passato che ora mi sembra così lontano , quando eravamo in tanti ad essere pervasi dal sacro fuoco della “mission ” e a credere nel valore sociale del nostro lavoro. Ci eravamo nutriti alla mensa ideologica di B. Ciari, Freinet , Don Milani e perchè no L. Lombardo Radice e Rodari ,mentre la base culturale si fondava sui Piaget ,Bruner, Vygotskij ( chi parla più di questi personaggi ? ).Eravamo convinti che la rivoluzione culturale dovesse passare per la scuola e pervadere poi tutta la società . Se dovessi decriverle la scuola pubblica che ho lasciato , la definirei in poche parole così : una grossa balena che si è spiaggiata e non sa bene come riprendere il mare, mentre al suo capezzale tutti cercano la strategia vincente per non farla morire definitivamente.
    A proposito della gioia derivante dal mio nuovo ” status”, le saprò dire in seguito.
    Ancora grazie delle sue belle parole.
    Rosa Mariano

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