Albert Einstein: tra razza e cittadinanza.

Allo sbarco negli Stati Uniti, Einstein, come tutti gli emigrati, ricevette un modulo da compilare. Fra le molte domande cui bisognava rispondere ce n’era una così formulata: «Razza di appartenenza?». E lui scrisse: «Umana».

***

Se la mia teoria della relatività si dimostrerà corretta, la Germania mi rivendicherà come tedesco e la Francia dichiarerà che sono un cittadino del mondo. Se la mia teoria si dimostrerà falsa, la Francia dirà che sono tedesco e la Germania dichiarerà che sono un ebreo.

Albert Enstein

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Quando penso alla bellezza della nostra lingua, mi dichiaro cittadino italiano e ne sono fiero.

Quando Berlusconi scende o ridiscende in campo, dichiaro di considerarmi cittadino europeo e desidererei appartenere ad un’altra razza.

Nulla di personale, perché il personaggio mi sta pure simpatico: ma quando Berlusconi scende o ridiscende in campo, dichiaro di considerarmi cittadino europeo e mi vergogno di essere cittadino italiano.

Come amo dire quando parlo con i miei amici, ho persino timore a parlare in italiano – la lingua più romantica – quando sono nella metropolitana di Londra.

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