Ma gli Inglesi ce l’hanno con gli Italiani?

“Ma gli Inglesi ce l’hanno con gli Italiani?” – mi domandava ieri un mio carissimo amico, con riferimento alle valutazioni poco lusinghiere che i giornali d’oltre Manica davano del Personaggio del giorno, anzi dell’altro ieri – senza fare nomi – intenzionato a ridiscendere in campo.

“Ma no!” – replico io. “In fondo, gli Inglesi non fanno altro che ripetere i pesanti “apprezzamenti” con cui da sempre hanno accompagnato le gesta del  Nostro.”

Rammento al mio interlocutore che mi capita spesso di essere a Londra: quando dal mio inglese si capisce che sono italiano – e si capisce subito (sic!) – osservo che la gente non ride di me, è sempre gentile se chiedo informazioni, è sempre disponibile se chiedo aiuto per qualsivoglia ragione. Spesso mi saluta con un “Ciao!” caloroso.

Due mesi fa l’operatore, inglesissimo, incaricato di leggere i dati di luce e gas, capendo per conto suo di avere a che fare con italiani per via del computer acceso su cui io seguivo la trasmissione “Agorà” dal terzo della RAI – il dibattito del giorno precedente, essendo io due mesi fa a Londra, appunto – prima di andare via mi salutò con un sorprendente: “Ciao, bello!” … … Bello, si fa per dire!  Assicuro che “sor-rideva” cordialmente, e non rideva di me in quanto italiano.

Insomma: gli Inglesi, sempre civili ed educati e sempre rispettosi delle regole, non ridono degli altri se non ci sono ragioni; dunque: non ridono degli Italiani per “partito preso”.

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Stamattina leggo su “il fatto quotidiano”:

Crisi, per il Financial Times l’uomo dell’anno è Mario Draghi

Il quotidiano londinese incorona il presidente della Banca Centrale Europea indicandolo come “l’italiano determinato a salvare l’euro” e citando le sue parole: “Whatever it takes”, cioè “A qualunque costo”

Mario Draghi

Più informazioni su: .

E’ Mario Draghi, ex governatore della Banca d’Italia e attuale numero uno della Banca Centrale Europea, l’uomo dell’anno 2012 secondo il prestigioso quotidiano finanziario britannico Financial Times. Il giornale lo “incorona” indicandolo come “l’italiano determinato a salvare l’euro” e citando le sue stesse parole, “whatever it takes”, cioè “a qualunque costo”.

Un riconoscimento per il “ruolo centrale nella gestione della crisi dell’euro”. Il più importante giornale economico europeo cita anche come “protagonisti vitali” Angela Merkel e Mario Monti. Resta però che Draghi “è stato la guida”, osserva il quotidiano finanziario britannico, “spingendo insistentemente i governi e le banche centrali ad adottare le misure necessarie per preservare l’euro”. Il Financial Times individua come punto di svolta nella crisi le parole pronunciate da Draghi alla vigilia delle Olimpiadi di Londra: “La Banca Centrale Europea è pronta a tutto per preservare l’euro. E credetemi, sarà abbastanza”. Parole che, secondo il giornale londinese, hanno messo i mercati di fronte alla responsabilità di sfidare l’illimitata potenza di fuoco dell’Eurotower.

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Devo assolutamente riparlare con il mio amico: alla luce delle “news” appare proprio evidente che gli Inglesi non ce l’hanno con gli Italiani, ce l’hanno con “certi” Italiani!

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