“L’AGENDA BERSANI” * “L’AGENDA MONTI” * “L’AGENDA ITALIA” * ROBERTO BENIGNI

 

copyright  ©  Repubblica, 30.12.2012

Eugenio Scalfari

Per favore Professore non rifaccia la DC

omissis…

Sono andato a controllare l’agenda Bersani. Sì, c’è anche un’agenda Bersani che senza strepito è da tempo disponibile a chi vuole conoscere i programmi dei partiti. Ce ne sono pochi in giro di partiti che non siano proprietà d’una sola persona. Anzi non ce ne è nessuno tranne il Pd. Dispiace, ma questa è la pura realtà.

L’agenda Bersani dice questo:
1. Mantenere gli impegni presi con l’Europa in tema di rigore dei conti pubblici e di pareggio del bilancio.
2. Tagliare la spesa corrente negli sprechi ma anche nelle destinazioni non prioritarie.
3. Destinare il denaro recuperato per diminuire il cuneo fiscale e le imposte sui lavoratori e sulle imprese.
4. Aumentare la lotta all’evasione e la tracciabilità necessaria.
5. Completare la legge sulla corruzione (il testo è già stato presentato in Parlamento).
6. Ripristinare il falso in bilancio.
7. Varare una legge sui conflitti di interesse e sull’ineleggibilità.
8. Adempiere agli obblighi assunti con l’Europa anche per quanto riguarda equità, occupazione, sviluppo, ancora fermi al palo.
9. Destinare le risorse disponibili alla scuola e alla ricerca, come proposto dal bolscevico Nichi Vendola e già realizzato in Francia da Hollande (che però bolscevico non è).
10. Cambiare il welfare esistente e non più idoneo con un welfare moderno e comprensivo di salario sociale minimo per i disoccupati.
11. Tagliare drasticamente i costi della politica, le Province, la burocrazia delle Regioni, privilegiando i Comuni e avviando i lavori pubblici territoriali finanziandoli con i fondi derivanti dal ricavato dell’Imu.
12. Diminuire il numero dei parlamentari come si doveva fare in questa legislatura e non si fece per l’opposizione del Pdl.
13. Rifare la legge elettorale basandola su collegi uninominali a doppio turno.

* * * *

Tra l’agenda Bersani e quella Monti non vedo grandi differenze, anzi non ne vedo quasi nessuna salvo forse alcune diverse priorità e un diverso approccio alla ridistribuzione del reddito e alle regole d’ingresso e di permanenza nel lavoro dei precari. E salvo che l’agenda Bersani è stata formulata prima di quella Monti e in alcune parti avrebbe potuto utilizzarla anche l’attuale governo se avesse posto la fiducia su quei provvedimenti.

Conclusione: non esiste né un’agenda Bersani né un agenda Monti. Esiste un’agenda Italia che dovrebbe essere valida per tutte le forze responsabili e democratiche. Non è certo l’agenda di Berlusconi, né di Grillo, né della Lega, né di Ingroia.

L’agenda Italia – è utile ricordarlo – è un tassello dell’agenda Europa ed è realizzabile soltanto nel quadro di un’Europa federata che tutti dobbiamo avere a cuore e costruire. Chi voterà l’agenda Italia può affidarne la guida a forze liberal-moderate o a forze liberal-socialiste. Vinca il migliore ma nomini vicepresidente del Consiglio Roberto Benigni con delega alla Costituzione. Scrivetelo nelle vostre agende, sarebbe una magnifica innovazione.

…omissis

copyright  ©  Repubblica, 30.12.2012

Eugenio Scalfari

Per favore Professore non rifaccia la DC

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Le solide e sempre rigorosamente argomentate riflessioni di Eugenio Scalfari sono magistrali, come d’abitudine, ed hanno il potere di costringere a rimettere in discussione sofferte decisioni.

Per amore… “DI PARTITO”, tralasciamo ogni commento circa il punto 7 dell’Agenda Bersani, così come sopra presentata: ogni parola risulterebbe ridondante rispetto al fiume di argomentazioni in merito già versate e sprecate su ecc. ecc.

Anche se la voglia di urlare che non saremmo, ‘hic et nunc’, a ridiscutere di discese/ridiscese e salite se ecc. ecc.

A proposito di “ridiscesa in campo”: in Famiglia c’è chi si dichiara contento della “cosa” perché  sarà certamente assicurato il divertimento durante i circa due mesi che ci separano dal voto. Sapete… Farà un po’ freddo nei prossimi giorni, sicché il quotidiano spettacolo televisivo, peraltro gratuito, offerto dalla ridiscesa in campo del Comico (che non è Benigni, in questo caso) è benvenuto…

Il voto, appunto. Prima di ritirare le schede elettorali si vedrà se c’è il rischio di un improbabile, malaugurato ritorno. Se si valuterà che non c’è assolutamente quel rischio, allora non si esiterà a consumare il tradimento – come abbiamo avuto modo di accennare in precedenza. La faccenda del pareggio al Senato non ci preoccupa; se il film che si proietterà è quello che si intuisce oggi, sarà difficile che il Comico (che, ancora una volta, non è Benigni)  riesca a condizionare le scelte del futuro governo: ha provveduto Monti a spiazzarLo.

L’obiettivo è quello di inviare una pattuglia di vigili rompixxxxx in Parlamento: perché questi vecchi partiti, compreso il nostro caro Partito Democratico, ne combinano delle belle non appena ci distraiamo.

E così sia.

Antonio Conese

^^^^^^^^^^^

P.S.

Ovviamente: se si trattasse di votare per Benigni, non esiteremmo un istante!

ac

 

 

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