PER UN NUOVO RINASCIMENTO ITALIANO (4) * Federalismo e questione meridionale

Di recente si va sempre più affermando la consapevolezza che l’identità nazionale e l’identità regionale costituiscono la ricchezza dell’Europa e che le culture dei popoli sono la più grande eredità del continente europeo.

Tale consapevolezza sembra illuminare di luce nuova e progressista la questione del federalismo.

Parlare di federalismo in Italia ed esprimere una posizione critica sulla questione non è facile, considerato che il termine si è caricato di sfumature negative per le connotazioni razziste con cui una parte politica ha tinteggiato questa tesi nel corso degli ultimi tre decenni.

Eppure io mi vado convincendo sempre di più che la questione debba essere affrontata con animo scevro dalle pregiudiziali che l’approccio leghista comporta.

La pluralità e le differenze tra le diverse regioni costituiscono il punto di forza della cultura italiana: dobbiamo ricordare che già Carlo Cattaneo, opponendosi al progetto di unificazione dei Savoia, aveva sostenuto la validità di uno stato confederato sul modello di quello svizzero. Carlo Cattaneo, patriota e politico italiano del XIX secolo, è considerato uno dei padri del federalismo.

Le vicende storiche e la maniera in cui si è andata configurando la questione meridionale, e più ancora le attuali difficoltà del Sud, pare diano ragione a Cattaneo.

D’altra parte: l’arretratezza industriale del Sud è da considerarsi un’eredità dell’Italia pre-unitaria o è piuttosto da considerarsi il risultato di “una unificazione nazionale strumentalizzata in modo scellerato ai danni del Mezzogiorno”?
La storiografia più recente dimostra in maniera incontrovertibile la veridicità della seconda ipotesi.
Scrivono Loglisci e Schiraldi: “Il processo di verità storica che da tempo sta squarciando il muro di oblìo eretto a difesa di una mistificata interpretazione delle vicende unitarie e post unitarie della nostra nazione, ha trovato nuovo e solidissimo impulso per merito di una pubblicazione scientifica edita da un’istituzione dall’indiscussa affidabilità quale la Banca d’Italia. Se fino ad oggi si è potuto confutare, su basi storiografiche peraltro tutte da verificare, quanto asserito da chi, carte alla mano, mira a dimostrare come il presunto processo unitario si sia risolto nei fatti in una feroce e avvilente colonizzazione del Mezzogiorno, oggi scende in campo la Banca d’Italia, con il suo indiscusso prestigio, a sancire, sulla base di incontestabili analisi e dati statistici, la verità di fatti troppo a lungo vergognosamente manipolati” (*).

Certo, lo sviluppo del Sud è compromesso, oggi, da problematiche nuove: basti pensare al dilagare della corruzione, al diffondersi della criminalità in Regioni intere del Mezzogiorno.

Oggi i problemi del Sud richiedono una nuova classe dirigente che sia all’altezza delle sfide da affrontare.

E se – sia per ragioni di rispetto del profilo di pluralità e dinamicità culturale, nonché per ragioni di opportunità storica contingente – un sano federalismo ‘solidale’ fosse effettivamente la risposta ad uno dei nodi problematici della storia dell’Italia del ‘900 e di oggi, ossia alla questione meridionale?

Chissà!?
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(*) Cfr. Loglisci, M., Schiraldi, F., Dopo 150 anni di menzogne la Banca d’Italia conferma: l’Unità d’Italia ha creato il sottosviluppo del Mezzogiorno, in “Onda del Sud” del 29.11.2010.

La lettura dell’articolo è davvero illuminante. Chi volesse consultarlo, può farlo collegandosi al ‘link’ appresso indicato:
https://antonioconese.wordpress.com/?s=onda+del+sud

Autore

Antonio  Conese  è  laureato  in  Pedagogia  (Università  degli  Studi  di  Bari); “ha  frequentato”  il  Corso di Perfezionamento   post-laurea   (Università   degli  Studi  di  Firenze)  su   “La dimensione europea della scuola e dell’insegnamento”.

Docente   di   Scuola   Primaria    (1970-1979)   e   Dirigente  Scolastico   (1979-2007),   ha  collaborato  con  la  Rivista  “i diritti della scuola”  ed è stato Docente-esperto in numerosi corsi   di   formazione   per   l’insegnamento   della  matematica  e  delle  scienze  promossi dall’IRRSAE di Puglia in occasione dell’attuazione del Piano Pluriennale di Aggiornamento per l’attuazione dei Programmi di Scuola Primaria del 1985.

Ora collabora con “Educare.it”, Rivista telematica sui grandi temi dell’educazione.

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