Distinguere le sillabe ancora prima di nascere

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06 APRILE 2013

SCRITTO DA REDAZIONE

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Il mistero cervello riserva sempre nuove sorprese. Sono infatti ancora in gran parte sconosciuti il cervello umano e le sue funzioni, così come ne utilizziamo le potenzialità soltanto in una minima parte.

Ecco perché ogni nuova scoperta è in grado di stupirci e, al tempo, confermarci che ci troviamo di fronte a una macchina assai più complessa di quanto possiamo ritenere.

Una di queste nuove scoperte è stata appena pubblicata sulla rivista scientifica internazionale PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences) e riporta come il cervello del feto sia in grado di distinguere tra i diversi tipi di sillabe del linguaggio già tre mesi prima della nascita.
Lo hanno scoperto i ricercatori francesi, dimostrando con le scansioni cerebrali che i bambini nati prematuri (fino a tre mesi prima del tempo regolare) sono in grado di elaborare un certo livello di linguaggio.

Molti sono stati gli studi che hanno tentato di comprendere il livello di capacità mentali dei bambini nati a termine, tuttavia questo non era ancora stato fatto con i bambini nati pretermine e, in teoria, con un cervello che non ha terminato il periodo di gestazione. In questa fase, spiegano gli scienziati, i neuroni stanno ancora posizionandosi in quella che sarà la loro destinazione finale. Allo stesso modo, le connessioni iniziali tra le regioni superiori del cervello sono ancora in formazione, e anche i collegamenti neurali tra le orecchie e il cervello sono ancora in elaborazione.
In sostanza, il cervello di un nato prematuro è ancora molto in divenire e in procinto di diventare la massa straordinariamente complicata che conosciamo.

Per capire e valutare meglio le potenzialità del cervello umano il team di ricercatori dell’Inserm e dell’Università di Picardie Jules Verne, composto da Mahdi Mahmoudzadeh, Ghislaine Dehaene-Lambertz, Marc Fournier, Guy Kongolo, Sabrina Goudjil, Jessica Dubois, Reinhard Grebe e Fabrice Wallois, ha reclutato un gruppo di bambini nati pretermine (intorno alle 28 settimane).
I bambini sono poi stati sottoposti a scansioni cerebrali per mezzo di tecniche di imaging funzionali ottiche. Durante le scansioni, i bambini avevano modo di ascoltare il suono di voci delicate.

I risultati degli esperimenti hanno probabilmente stupito gli stessi ricercatori, poiché hanno mostrato come i neonati prematuri, e quindi con un cervello non del tutto sviluppato, fossero invece in grado di distinguere le voci femminili da quelle maschili. In più, erano in grado di discernere tra le sillabe “ba” e “ga”. I neonati, poi, hanno utilizzato le stesse regioni cerebrali utilizzate dagli adulti nell’elaborare i suoni.
Questi risultati, secondo i ricercatori, dimostrano che le connessioni linguistiche del cervello si sviluppano già prima della nascita e, per questo motivo, non hanno bisogno di essere acquisite in seguito. Tutto ciò, infine, suggerisce che almeno alcune abilità sono innate.

Fonte: LaStampa.it, 27/02/2013

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