PER UN NUOVO RINASCIMENTO ITALIANO (29) – “… dal letame nascono i fior”

L’Italia graziosa, dagli occhi grandi color di foglia … E l’illuso

Via del Campo c’è una graziosa
gli occhi grandi color di foglia
tutta notte sta sulla soglia
vende a tutti la stessa rosa.

Via del Campo c’è una bambina
con le labbra color rugiada
gli occhi grigi come la strada
nascon fiori dove cammina.

Via del Campo c’è una puttana
gli occhi grandi color di foglia
se di amarla ti vien la voglia
basta prenderla per la mano

e ti sembra di andar lontano
lei ti guarda con un sorriso
non credevi che il paradiso
fosse solo lì al primo piano.

Via del Campo ci va un illuso
a pregarla di maritare
a vederla salir le scale
fino a quando il balcone ha chiuso.

Ama e ridi se amor risponde
piangi forte se non ti sente
dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fior
dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fior.

Cécile Kyenge, il primo ministro italiano di colore

CÉCILE KYENGE

Ministro Integrazione Pd Medico, parlamentare Laurea in medicina

dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fior

CÉCILE KYENGE
IL PRIMO ministro di colore della storia della Repubblica è una donna, medico, 49 anni, madre di due figlie. È una cittadina italiana nata in Congo, motivo di non particolare entusiasmo della Lega – che pure si suppone debba sostenere questo governo – i cui parlamentari dicono che “non è italiana” e pensano di peggio. Specializzata in oculistica esordisce i politica a Modena nel 2004 coi Ds. È responsabile regionale Emilia Romagna delle politiche dell’immigrazione del PD. Impegnata in campagne nazionali sui diritti di cittadinanza, Collabora con la rivista Combonifem e con Corriere Immigrazione. Ha promosso e coordinato il progetto AFIA per la formazione di medici specialisti in Congo. “Il mio percorso è merito di un lavoro svolto con Livia Turco e il Forum immigrazione del Partito Democratico: io sono la portavoce di una politica fatta all’interno del partito”, ha detto dopo la nomina. Pioniera.

… E ti vuoi illudere, disperatamente, piangendo forte perché la Graziosa non ti sente!

ac

http://www.youtube.com/watch?v=5TN0td-Z8jc

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3 risposte a PER UN NUOVO RINASCIMENTO ITALIANO (29) – “… dal letame nascono i fior”

  1. rosa mariano ha detto:

    Solo per questa nomina posso pensare di salutare con meno amarezza la nascita del governo Letta. Ma quanto smarrimento e annichilimento può provocare in un individuo la perdita di ogni riferimento ideologico e…logico, ogni convinzione , principio e categoria mentale ( senza scomodare Kant ) ? In che cervellotica collocazione politica siamo ora : Grandi intese, Compromesso storico , Governo di salute pubblica ? Chissà cosa si scriverà nei libri di storia di questo periodo .
    Sempre con fede, ma senza più speranze.

  2. antonioconese ha detto:

    Allegoria del Buono e del Cattivo Governo: valutazione ed ideologia
    Fede, Speranza (e Carità)

    … … …
    (1) L’ultimo governo Prodi, l’ultimo Governo Berlusconi, il Governo Monti
    Scriverò rapidamente e male, ma tanto Lei capirà!
    Non per espediente retorico, devo premettere che – come sappiamo – il primo tema vero del Governo Letta è quello della famiglia monoreddito che perde il lavoro dell’unico componente familiare che ha una retribuzione.
    Tutte le altre questioni vengono dopo, anche quelle dei diritti civili e – direi – anche i problemi che l’Innominabile deve regolare con noi e con gli altri Italiani.
    Anche quella formativa, educativa ——- a cui teniamo tanto.
    Io ho visto che in Gran Bretagna quello che noi abbiamo scoperto oggi e che chiamiamo, mi pare, ‘reddito minimo garantito’ è la soluzione al problema della sopravvivenza, anche se mia figlia mi dice che lì da un po’ di tempo cominciano ad essere fiscali e restrittivi nella relativa concessione.
    Fatta questa doverosa premessa, giusto per sottolineare che quelli sono i veri nodi da sciogliere, proverò a fare una personalissima, veloce valutazione dei tre ultimi governi da una prospettiva egoistica, per niente ‘panoramica’ – dunque.
    Tutti grandi statisti, i nostri tre.
    Prodi si mise in mente di dimostrare che avrebbe risanato le finanze italiane a mie spese: bloccò la rivalutazione della mia pensione (ricordo che allora i partiti di sinistra che erano, tra gli undici, con Prodi, sostenevano che occorresse spalmare i sacrifici in tre anni, ma Prodi, per testimoniare di essere un grande europeista, volle fare in fretta… Ed infatti perse poi le successive elezioni).
    Da allora io ci perdo circa cento euro al mese (non solo cento, come dirò fra poco): centox12 mesix5 anni (mi pare) ad oggi sono seimila euro che ci ho perso, solo per responsabilità di Prodi.
    E Prodi, andrebbe sottolineato a carattere cubitali, fu il primo ad avere l’ideona di maltrattare la mia pensione.
    Berlusconi e Tremonti, per uno o due anni (non ricordo bene), lasciarono perdere circa il blocco delle rivalutazioni delle pensioni. Poi ricominciarono pure loro.
    Monti, come Lei ben sa, fece il resto: sta di fatto che ad oggi io non riesco più a contare i soldi che ho perso e che continuerò (?) a perdere nei prossimi decenni. In ogni caso, ci perderà tantissimo mia moglie, che spero percepirà il più a lungo possibile la pensione di reversibilità.
    Precisato, comunque, che io ho un’ottima pensione, che sono andato in pensione a 57 anni, che non ho lavorato nelle miniere, che non ho perso il lavoro, che non sono un esodato, che non sono cassintegrato, che non ho più figli a carico, ecc. ecc. — — — Se mi incaricassero di scrivere la storia degli ultimi sei anni, cosa crede che scriverei – già io – dei nostri tre Eroi, compreso Prodi!
    A proposito, Prodi l’Immacolato? Certo Prodi non è Berlusconi, però… Lasciamo perdere!
    Riassumo: non è che i precedenti Governi abbiano entusiasmato.
    Del Governo D’Alema, poi, gli unici ricordi che ho sono due: il regalo a Berlusconi sui costi dell’etere, l’accordo con i sindacati che produsse quell’infausta estate un regolamento sulle supplenze che ci costringeva a tenere 13 ( dico tredici) classi scoperte quando nevicava… E non ricordo altro, mi creda!
    Infatti il consociativismo, come sostengo dal 1979 – anno in cui cambiai lavoro…perché è la prassi che fa la coscienza, come diceva Qualcuno – è stato non solo consociativismo DC-PSI-PCI, ma anche consociativismo PARTITI-SINDACATI.
    … … …
    (2) Il Governo Letta… ovvero il ritorno della balena bianca …
    Sono quasi tutti ex-democristiani… Ed ex-socialisti a sostenerlo…La novità è che adesso ci sono anche gli ex-PCI.
    Non è il Governo della nostra Fede e della nostra Speranza.
    Ma per amore di questa nostra Italia, deve essere il governo della Carità.
    Insomma: questo al momento è il Governo che si è riusciti a procreare; certo, è un Governo che – oserei dire, e spero che non risulti offensivo nei confronti di quella categoria di Minori cui insieme tenevamo molto (I care for You…You remember?) – ha delle trisomiasi a livello delle coppie cromosomiche successive alla … ventitreesima…
    Come etichettarlo e come valutarlo? Cosa scriveranno gli storici!
    Probabilmente la chiave di lettura è sempre la stessa …

    (Tutto quello che segue, ovviamente, è integralmente copiato, ma non ho conservato il link…bisognerebbe fare una ricerca sul web.)

    Allegoria del Buono e del Cattivo Governo

    Ambrogio Lorenzetti, Allegoria del Buon Governo, 1337-40, Palazzo Pubblico, Siena
    L’«Allegoria del Buono e del Cattivo Governo» di Ambrogio Lorenzetti è un grandioso ciclo di affreschi che l’artista realizzò, tra il 1337 e il 1339, nella Sala dei Nove del Palazzo Pubblico di Siena. Il ciclo è una delle prime opere di carattere totalmente laico che troviamo nell’arte del tempo. In pratica il partito allora al potere volle che l’artista rappresentasse da un lato l’Allegoria del Cattivo Governo con gli effetti che esso produceva (carestia, assassini, saccheggi, violenza, povertà, ecc.) dall’altro l’Allegoria del Buon Governo con i suoi effetti (città prospere, campagne coltivate, benessere, ricchezza, gioia, e così via). L’intento è ben chiaro: solo se l’amministrazione della cosa pubblica avviene su principi di giustizia sociale, il popolo trae beneficio dal governo pubblico.

    Ambrogio Lorenzetti, Effetti del Buon Governo, 1337-40, Palazzo Pubblico, Siena
    Il piano iconografico dell’opera si struttura quindi in quattro momenti fondamentali: nel primo troviamo l’Allegoria del Cattivo Governo è rappresentata come un uomo vestito di nero e con le corna in testa (personificazione quindi del diavolo), che si attornia di figure allegoriche quali la Crudeltà, la Discordia, la Guerra, la Perfidia, la Frode, l’Ira, la Tirannide, l’Avarizia e la Vanagloria.

    Ambrogio Lorenzetti, Effetti del Buon Governo in città, 1337-40, Palazzo Pubblico, Siena
    Il secondo momento è quello degli Effetti del Cattivo Governo in Città e in Campagna: in questo affresco viene rappresentata appunto una città e il contado circostante, dove dominano campi incolti, rovine e scene di violenza e rapina.

    Ambrogio Lorenzetti, Effetti del Buon Governo in campagna, 1337-40, Palazzo Pubblico, Siena
    Il terzo momento del ciclo è quello dell’Allegoria del Buon Governo: qui campeggia la figura di un vecchio e saggio monarca che siede sul trono, circondato dalle figure allegoriche della Giustizia, della Temperanza, della Magnanimità, della Prudenza, della Fortezza e della Pace. Sul suo capo vi sono inoltre le personificazioni delle virtù teologali: Fede, Speranza e Carità.

    Ambrogio Lorenzetti, Allegoria del Cattivo Governo, 1337-40, Palazzo Pubblico, Siena
    Il quarto ed ultimo momento del ciclo, nonché il più bell’ affresco di tutta la composizione, è l’Effetto del Buon Governo in Città e in Campagna: in questo caso abbiamo una veduta in prospettiva della città di Siena e del contado immediatamente vicino, in cui aleggia un clima di serena fattività: ci sono persone intente a costruire a case, a svolgere mestieri e commerci, a coltivare i campi, e così via.

    Ambrogio Lorenzetti, Effetti del Cattivo Governo in città, 1337-40, Palazzo Pubblico, Siena
    Soprattutto in quest’ultimo affresco Ambrogio Lorenzetti giunge ad un esito artistico di grande qualità ed originalità: nel corso del Trecento non esiste altra pittura di così ampia composizione vedutistica. In fondo possiamo ritenere quest’affresco il primo documento pittorico italiano di soggetto realmente paesaggistico. Come vedremo bisogna aspettare solo il Seicento per vedere il paesaggio assurgere ad autonomo genere artistico: fino a quel momento esso rimane ancorato ad una concezione che lo voleva “sfondo” per altri soggetti. In questo caso il paesaggio urbano e rurale è soggetto realmente autonomo in quanto la sua finalità è di presentare solo se stesso: ed è così che, per la prima volta, nell’arte italiana compare il paesaggio in un’opera di carattere esclusivamente politico e laico.

    Ambrogio Lorenzetti, Effetti del Cattivo Governo in campagna, 1337-40, Palazzo Pubblico, Siena
    ========
    P.S.
    Ho ritrovato il link:
    http://www.francescomorante.it/pag_2/201ic.htm

  3. rosa mariano ha detto:

    L e sue parole traboccano, giustamente, di amarezza e di delusione, perchè raccontano un diven ire politico che ha inciso negativamente e nel profondo del privato e del collettivo di questo Paese, negli ultimi decenni. Certo è l’unico governo che ci possiamo permettere in questo momento,( notizia in diretta : piace al 57% degli interpellati da Ballarò), ma non dimentichiamocelo che non è stato un castigo divino, ci sono precise responsabilità che ci hanno condotto fin qui e temo proprio che se lo ricorderanno bene gli elettori del PD. Mi auguro per il bene di noi tutti che questa tela di ragno, così ben intessuta dal cavaliere, non ci fagociti miseramente.La Storia scriverà: nel 2013 un segretario del PD, certo B.P. dissipò in meno di 50 giorni un enorme capitale di ideali,energie,speranze e nessuno mai capì perchè !
    Stupenda la descrizione del dipinto di A.L., mi è sembrato di rivederlo in quella splendida sala che visitai tanti anni fa. Chissà se lo hanno mai ” studiato” i nostri politici.
    Con stima
    RM

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