LA “MAFIA MONTESSORIANA”

“L’EDUCAZIONE È L’ARMA DELLA PACE E LA PACE È LA CONDIZIONE DELLA BUONA EDUCAZIONE”
Maria Montessori

LA “MAFIA MONTESSORIANA”

Tantissimi Inglesi, con spirito patriottico, apprezzano Margaret Thatcher: la Thatcher dimostrò la potenza militare inglese in una guerra contro l’Argentina in un puntino dall’altra parte della Terra.
E questo si chiama colonialismo, si chiama imperialismo.

Tanti Italiani non sanno nemmeno chi è Maria Montessori.
Le scuole montessoriane sono diffuse in tutto il Pianeta, anche in Gran Bretagna: il mio nipotino inglese ha frequentato una scuola dell’infanzia montessoriana a Londra.
Spero ardentemente che da grande diventi un associato di quella che in un articolo del ‘The Wall Street Journal’ è stata definita, addirittura, la “mafia montessoriana”: pare, infatti, che Larry Page e Sergei Brin (i fondatori di Google), Jeff Bezos (il fondatore di Amazon), Jimmy Wales (il fondatore di Wikipedia), Will Wright (il pioniere dei videogiochi) … abbiano tutti frequentato, durante la loro infanzia, scuole ad indirizzo montessoriano (1).
Un caso?
Questo, comunque, si chiama istruzione, formazione, educazione alla creatività.

Il bambino padre dell’uomo: Maria Montessori ha costituito la pietra miliare del rinnovamento della scuola dell’infanzia.
All’inizio del secolo scorso la Pedagogista italiana era già così nota al punto che a New York veniva definita “the most interesting woman of Europe”.
Fu “ammirata in tutto il mondo e dai massimi esponenti del nostro secolo (Ghandi, Freud, Tagore, Marconi, Piaget, Edison, Herriot, Masaryk, Adenauer, ecc…)…” (2).
‘Il metodo della pedagogia scientifica applicato all’educazione infantile nelle Case dei bambini’, una delle sue opere fondamentali, fu tradotta in 36 lingue e pubblicata in 58 paesi.

Ricordo che qualche anno fa Beppe Severgnini in un articolo in inglese, pubblicato sul Financial Times, denunciava in maniera brillante e lucida, com’è suo solito, la perdita di credibilità dell’Italia negli ultimi decenni: avevamo avuto la grande occasione, con Mani Pulite, di riconquistare tale credibilità, ma sprecammo quella occasione.
Oggi c’è chi pensa che la catarsi dello ‘spirito italico’ si realizzi con l’entrata in Borsa della Ferrari, un marchio che certamente gode di notevole prestigio a livello planetario.
Forse sarebbe altrettanto e più credibile se ci incaricassimo di valorizzare la figura di Maria Montessori e la “buona scuola” montessoriana – piuttosto che la “buona s.uola” renziana – di fronte ai nostri concittadini: tale valorizzazione avverrebbe in un ambito che non è meno significativo dell’industria automobilistica e della Formula Uno.
Agli occhi dei nostri concittadini, perché all’estero non ce n’è alcun bisogno.

Le scuole montessoriane mostrerebbero, a voler usare le metafore di Severgnini, che l’Italia non è un paese in declino, decadente e languido come un film di Luchino Visconti, bensì è un paese eccitante come un film di Federico Fellini; che, insomma, ci dovrebbe rappresentare non già “Morte a Venezia”, bensì “Roma, città aperta”, una capitale che dopo la Seconda Guerra Mondiale aspirava a rappresentare un paese aperto al futuro.

E si dimostrerebbe la vivacità culturale del “fatto in Italia” in un settore rilevante e decisivo quale quello della scuola, della formazione!

Può meravigliare, infatti, che – come evidenzia la ‘American Montessori Society’ (3) – siano oltre 22.000 le scuole montessoriane sparse in tutto il mondo, e che esse siano diffuse soprattutto all’estero, anche oltreoceano: asili nido, scuole dell’infanzia, scuole primarie e secondarie, anche superiori.
In Italia, dove – dopo una prima fase di adesione ed esaltazione entusiasta – l’opera della Montessori fu contrastata dal fascismo, le scuole di ispirazione montessoriana si riaffermarono dopo la Seconda Guerra Mondiale, senza mai avere la diffusione e l’innegabile successo che hanno avuto oltralpe.
Si può verificare che verso la fine del secolo scorso e l’avvio di quello in corso anche in Italia si è assistito ad un rinnovato interesse per le scuole che si ispirano al Metodo Montessori.

Di seguito si riportano i dati rivenienti da un censimento del 2013 circa la diffusione, in Italia, delle scuole dell’infanzia e primarie, statali e paritarie che a quella data seguivano il Metodo Montessori:

” – 104 ‘Case dei bambini’ e scuole primarie, statali e paritarie con oltre 900 docenti.

A queste scuole vanno aggiunti:

– 35 nidi con circa 250 educatrici;

– 22 “Case dei bambini” e scuole primarie private con circa 115 docenti;

– due scuole paritarie secondarie di primo grado e 2 scuole paritarie secondarie di secondo grado con circa 80 docenti. Inoltre si stanno realizzando sperimentazioni in quattro scuole secondarie di primo grado statali.

Circa 10.000 famiglie [in Italia, nota d’a.] entrano in contatto quotidianamente con la realtà Montessori” (4).

Dal momento che il nome della Montessori è associato innanzitutto al metodo, desideriamo riportare subito qui di seguito alcune parole significative, particolarmente illuminanti, dell’Autrice stessa sull’argomento:
“Si vorrebbe sapere in poche e chiare parole che cos’è questo Metodo Montessori.
Se si abolisse non solo il nome, ma anche il concetto comune di ‘metodo’ per sostituirvi un’altra indicazione, se parlassimo di ‘un aiuto affinché la personalità umana possa acquistare la sua indipendenza, di un mezzo per liberarla dall’oppressione dei pregiudizi antichi sull’educazione’, allora tutto si farebbe più chiaro” (5).
Probabilmente, le parole surriportate già lasciano intendere perché “although Montessori pedagogy is known as the Montessori Method, it is not a method of education, in other words, it is not a programme for teachers to apply. Maria Montessori was not a teacher …. the Alpha and Omega of her pedagogy lies with the children” (6).
Risulta riduttivo, dunque, associare semplicisticamente il contributo rilevante e significativo della Montessori ad un metodo: l’alfa e l’omega della sua pedagogia è strettamente, saldamente, intimamente legata all’idea, all’ideale del bambino.

“Io prego i cari bambini, che possono tutto, di unirsi a me per la costruzione della pace negli uomini e nel mondo”: ecco quello che recita l’epitaffio sulla sua tomba a Noordwijk, in Olanda, dove morì nel 1952.

Oggi molteplici temi meritano approfondimento in relazione al pensiero della Pedagogista. Tra gli altri:

– Maria Montessori e l’ideale educativo. L’educazione alla libertà, alla pace;

– Maria Montessori e la psicologia dell’età evolutiva;

– Maria Montessori e la pedagogia scientifica;

– Maria Montessori e il metodo;

– Maria Montessori e il mastery learning;

– Maria Montessori e l’apprendimento cooperativo;

– Maria Montessori e il materiale strutturato;

– Maria Montessori e ‘la scuola senza zaino’.

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Note
(1) Cfr. http://blogs.wsj.com/ideas-market/2011/04/05/the-montessori-mafia/.
(2) http://www.operanazionalemontessori.it/ ->Home ->Maria Montessori.
(3) Cfr. http://amshq.org/Montessori-Education/History-of-Montessori-Education/Biography-of-Maria-Montessori.
(4) http://www.operanazionalemontessori.it/ ->Home ->FAQ.
(5) Montessori, Maria, Formazione dell’uomo, Garzanti ed., Milano, 1947, pag. 7.
(6) http://ami-global.org/montessori/maria-montessori.

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Autore

Antonio Conese è laureato in Pedagogia (Università degli Studi di Bari); ha frequentato il Corso di Perfezionamento post-laurea (Università degli Studi di Firenze) su “La dimensione europea della scuola e dell’insegnamento”.

Docente di Scuola Primaria (1970-1979) e Dirigente Scolastico (1979-2007), ha collaborato con la Rivista “i diritti della scuola” ed è stato Docente-esperto in numerosi corsi di formazione per l’insegnamento della matematica e delle scienze promossi dall’IRRSAE di Puglia in occasione dell’attuazione del Piano Pluriennale di Aggiornamento per l’attuazione dei Programmi di Scuola Primaria del 1985.

Ora collabora con “Educare.it”, Rivista telematica sui grandi temi dell’educazione.

PUBBLICAZIONE
e-book * L’INSEGNAMENTO DELLA MATEMATICA https://antonioconese.wordpress.com/linsegnamento-della-matematica/

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