SCUOLA E GENITORI: QUALI RAPPORTI

SCUOLA E GENITORI: QUALI RAPPORTI

Cosimo Quero – Ispettore Scolastico

La cronaca registra, ormai da troppo tempo, episodi terribili di aggressione violenta ai docenti.

Tali violenze sono la spia di un rapporto che non esiste, o se c’è, si tratta di un rapporto malato.
I fatti e i percorsi dell’educazione e dell’istruzione non dovrebbero essere “sconosciuti” ai protagonisti di questo rapporto.

La valutazione, in specie la valutazione finale, dovrebbe essere, comunque, conosciuta e condivisa.

Si tratta sempre di un punto terminale di un percorso.

E le responsabilità, spesso, sono da condividere.

Il rapporto scuola-famiglia nella normativa vigente

Come considera il rapporto scuola-famiglia la normativa vigente?

Il D.P.R.8.3.1999, n.275 – Regolamento dell’Autonomia prevede:
la progettazione e la realizzazione degli interventi può adeguarsi alla domanda delle famiglie (Art. 1);
i piani formativi tengono conto, anche, delle proposte e dei pareri dei genitori (Artt. 3,4,8);
le scelte curricolari tengono conto delle attese degli studenti e delle famiglie.
Possono essere promosse specifiche iniziative di informazione e formazione destinate ai genitori degli alunni (Art. 9).

Attenzione, Signori, alle iniziative specifiche di INFORMAZIONE E FORMAZIONE per i genitori degli alunni.
Fondamentale, per qualificare i rapporti scuola-famiglia, è la nota del MIUR 22.11.2012, n.3214, riguardante le Linee di indirizzo per la “Partecipazione dei genitori e la Corresponsabilità educativa”.

Cambia radicalmente e si connota il linguaggio dei rapporti.
Termini e concetti previsti sono di
-partnership educativa:
-rapporti di fiducia e di continuità:
-alleanza educativa fra scuola e famiglia, come valore anche in termini di prevenzione e di contrasto al disagio.

Tra l’altro, la Costituzione italiana assegna alla famiglia e alla scuola la responsabilità di educare e istruire i giovani.

Il rapporto scuola-famiglia è una RELAZIONE via via sempre più INTERATTIVA.

Il ruolo dei genitori è di autentica COOPERAZIONE alla progettualità e ai PROCESSI FORMATIVI (Corresponsabilità educativa e lavoro sinergico con le famiglie).

Ecco I passaggi concettuali per “COSTRUIRE IL SOCIALE”:
– dalla programmazione pianificata alla PROGETTAZIONE PARTECIPATA (Pensate al ” recupero”)
– dall’informazione alla CONSULTAZIONE,
– dalle responsabilità istituzionali alle RESPONSABILITA’ CONDIVISE.

Si introduce il “Patto di corresponsabilità educativa (D.P.R. n. 235\2007).

Il patto è sottoscritto dai genitori e dal dirigente scolastico.

Sono fattori di qualità della scuola:
– la condivisione degli obiettivi,
– le procedure di decisione e l’assunzione di responsabilità,
– nonché la qualità delle relazioni.
Genitori e studenti sottoscrivono con il dirigente scolastico il Patto di Corresponsabilità Educativa contestualmente all’iscrizione alla scuola.

Le situazioni problematiche

Allora, “sic stantibus rebus”, se il rapporto è quello della violenza, della discontinuità educativa, della chiusura, dell’incomprensione, cosa non ha funzionato ?
In ogni caso, le difficoltà che portano alla valutazione negativa non dovrebbero giungere come un fulmine a ciel sereno; dovrebbero essere condivise (il percorso educativo di alleanza).

Dobbiamo chiederci:

la scuola condivide con i genitori i problemi degli allievi lungo l’itinerario degli interventi?
La scuola ha le risorse, in termini di professionalità e di personale disponibile per gli interventi individualizzati e personalizzati ?
La scuola è dotata di organici per lo studio e gli interventi su problemi e difficoltà?
Il Paese intero è consapevole che si viaggia verso la civiltà delle tecnologie e della cultura?

Ho già scritto più volte che i docenti sono sacri nel loro ruolo e hanno bisogno di essere “valorizzati” in termini di formazione specifica e di retribuzione adeguata.
I genitori, ancora una volta, sbagliano bersaglio e non si guardano al loro interno, né all’interno della società.
La violenza contro i docenti è come la violenza contro i bambini.
È sacrilega!

Autore

Laureato all’Università degli Studi Aldo Moro di Bari, Cosimo Quero è stato Docente, Dirigente Scolastico e, dal 1986 al 2007, Ispettore Tecnico del MIUR.

Ha scritto, con Vito Intini e Rita Bortone:

Organizzare la scuola della riforma.

I processi di attuazione come la personalizzazione, la flessibilità, l’ologramma

Casa Editrice Milella (Bari), 2005.

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